Gravidanza e esonero reperibilità visita fiscale, è possibile?

Gravidanza e reperibilità visite fiscali, è possibile l'esonero? Ecco come comportarsi e cosa stabilisce la normativa vigente.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Visite fiscali

Malattia per gravidanza a rischio ed esonero reperibilità visita fiscale, quando è possibile? Il quesito di una nostra lettrice:

Gent.ma Angelina, scrivo a lei come mio ultimo tentativo per porre fine al mio tanto peregrinare tra le varie istituzioni che avrebbero dovuto tutelarmi e darmi risposte certe ai tanti dubbi che purtroppo ancora oggi ci assalgono.
Sono un medico specialista ambulatoriale a tempo indeterminato, contratto di convenzione stabilito da un pessimo Accordo Collettivo Nazionale aggiornato al 2015, il quale non prevede la tutela della gravidanza a rischio.

Nel mio caso mi trovo in astensione per malattia dal 28 maggio u.s., prolungata fino al prossimo 14 luglio per una gravidanza iniziata in maniera purtroppo complicata. In previsione di chiedere l’astensione anticipata per gravidanza a rischio, la mia azienda usl mi dice che il nostro contratto non la prevede se non attraverso la malattia, per cui dovró produrre certificati di malattia per tot mesi fino a che non entreró  in astensione obbligatoria.
Ho chiesto se nonostante ció in tutto questo periodo di malattia devo essere soggetta alle visite fiscali e su questo punto non ci sono voci univoche: chi dice di si, chi dice che non essendo gli specialisti ambulatoriali assicurati inps non possiamo essere sottoposti alle visite fiscali. Ho interpellato inps, l’ordine dei medici, l’enalm, il sindacato Sumai stesso… Nessuno mi risponde.

Mi chiedo se lei puó sciogliere questo dubbio e se questo mio caso potrebbe essere uno di quelli in cui il medico curante puó apporre il famoso codice E per esonerarmi dalle visite fiscali.

Grazie per ogni chiarimento dovesse riuscire a darmi.

Risposta

Premetto che trovo assurdo che esistano contratti in cui non è prevista la maternità a rischio. Qualsiasi forma di contratto sia, la maternità è un diritto da tutelare. Chiudo questa parentesi, e cerchiamo di capire cosa può fare la nostra lettrice per tutelarsi in una situazione alquanto assurda. Vediamo cosa stabilisce la normativa vigente.

Esonero visita fiscale

Il dipendente pubblico è esonerato dall’obbligo di visita fiscale, solo in alcune situazioni riconducibili a particolari circostanze che, nel Regolamento, passano a 3 rispetto a quelle individuate dal d.m. Brunetta n. 150/2009.

Nel dettaglio si tratta di:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834 (mancanza di arti, deformazioni, etc.), ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Le patologie gravi che richiedono terapie salvavita devono risultare da idonea documentazione, rilasciata  dalle competenti strutture sanitarie, che attesti la  natura  della  patologia  e la specifica terapia salvavita da effettuare.

Nel caso specifico l’esonero non è attribuibile.

Maternità a rischio e certificato medico

Nel caso di gravidanza a rischio certificata è possibile accedere alla maternità anticipata ex Legge 151/2001 (quando insorgono complicazioni nella gravidanza o quando le condizioni di lavoro o ambientali sono pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino e non sia possibile impiegare la risorsa in altre mansioni sicure e idonee). Bisogna presentare domanda, la lavoratrice incinta deve presentare alla ASL il certificato del ginecologo che conferma lo stato di rischio; la DPL (Direzione territoriale del lavoro), una volta inviato l’accertamento medico, sarà incaricata di confermare la richiesta della lavoratrice. Il provvedimento che conferma l’inizio dell’indennità di gravidanza anticipata deve essere emanato entro 7 giorni dalla richiesta della lavoratrice (in caso di mancata risposta si applica il principio del “silenzio assenso”).

La lavoratrice incinta a casa non è esonerata dall’obbligo di reperibilità nelle fasce previste in base al tipo di lavoro e può essere dunque soggetta a visite fiscali.

Quindi le consiglio di continuare con i certificati di malattia ed osservare l’obbligo di reperibilità in base alle fasce orarie stabilite.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, Quesiti visite fiscali, News lavoro, Visite Fiscali

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