Giovani disoccupati o precari: assegno contributivo di garanzia per avvicinare la pensione?

Giovani disoccupati o precari, la pensione è un miraggio? Nella fase due della riforma si studia un assegno contributivo di garanzia per abbassare l'età pensionabile e aumentare l'importo dell'assegno

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Giovani disoccupati o precari, la pensione è un miraggio? Nella fase due della riforma si studia un assegno contributivo di garanzia per abbassare l'età pensionabile e aumentare l'importo dell'assegno

Se il presente per i giovani disoccupati o precari non è facile, pensare al futuro è ancora più difficile. L’ultimo allarme ha previsto uno scenario tutt’altro che incoraggiante per chi oggi ha un contratto precario e uno stipendio medio-basso: l’età pensionabile per i giovani di oggi potrebbe salire fino a 75 anni. E’ evidente che occorre un intervento correttivo ed è proprio quello che sta iniziando a prendere forma nella cd “fase due” della riforma pensioni.

Al momento è solo un’idea ma si parla di una pensione contributiva di garanzia per aiutare giovani disoccupati o precari. Dai primi confronti con i sindacati sono emersi otto possibili interventi per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995. Tra questi appunto spunta anche l’idea di un assegno contributivo di garanzia rivolto ai giovani penalizzati dai requisiti per la pensione imposti dalla precedenti riforme. La legge Fornero infatti riconosce il diritto alla pensione anticipata per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 solamente con 20 anni di contributi e un assegno maturato pari ad almeno 2,8 volte la minima. In questo modo, a conti fatti, si avvantaggia il ceto medio-alto a danno di chi ha stipendi più bassi.

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