Gestione separata Inps: in pensione anticipata con l’accentramento dei contributi

Pensione gestione separata Inps: le regole per l'accertamento dei contributi riassunte nella nuova circolare Inps

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Pensione gestione separata Inps: le regole per l'accertamento dei contributi riassunte nella nuova circolare Inps

Con circolare 184/2015 l’Inps ha voluto chiarire le regole per l’accentramento dei contributi dei contribuenti iscritti alla gestione separata Inps. Questa possibilità permette il computo congiunto dei contributi, anche di quelli accreditati nelle altre gestioni previdenziali obbligatorie. L’Inps ha precisato che gli iscritti alla gestione separata possono far valere i periodi contributivi presso l’assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti per i lavoratori dipendenti oppure le gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi.

Il computo resta comunque una facoltà e non un obbligo e quindi va presentata espressa domanda.    

Gestione separata: requisiti accentramento contributi

I requisiti prevedono:

  • il raggiungimento della maggiore età;
  • il versamento di 15 anni di contributi (di cui almeno 5 nel sistema contributivo).

Nella circolare in analisi inoltre l’Inps ha chiarito che la facoltà di computo può essere utilizzata anche per i soggetti che abbiano già maturato il diritto alla pensione in una delle gestioni interessate al computo o che siano già titolari di trattamento pensionistico in un fondo qualunque. In altre parole: l’essere titolati di una pensione non impedisce il computo e questo permette agli iscritti alla gestione separata di dare valore a periodi contributivi frammentati e silenti.

Pensione gestione separata: requisiti

L’Inps ha infine ricordato i requisiti aggiornati per gli iscritti alla gestione separata Inps: 63 anni con 20 anni di contributi per importi non inferiori a 2,8 volte l’assegno sociale oppure 66 anni se l’importo non risulta essere inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale e infine 70 anni a prescindere dal valore dell’assegno mensile oppure, ipotesi più rara, 42 anni e 6 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), indipendentemente dall’età anagrafica.  

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