A gennaio aumentano anche le pensioni di reversibilità

A partire da gennaio 2023 aumenteranno anche gli importi delle pensioni di reversibilità. Ecco cosa c'è da aspettarsi.

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Pensioni di reversibilità a rischio tagli, ecco le categorie penalizzate

Un nuovo inizio grazie al calendario. Succede ogni anno. Rimettiamo l’orologio su Gennaio. Il nostro premio per essere sopravvissuti alle feste è un nuovo anno. Rinverdire la grande tradizione dei propositi per l’anno nuovo. Buttati il passato alle spalle e ricomincia. È difficile resistere alla tentazione dell’inizio, alla voglia di accantonare i problemi dell’anno vecchio“, afferma Ellen Pompeo nei panni di Meredith Grey in Grey’s Anatomy.

Mancano davvero pochi giorni all’inizio del 2023 e in effetti la speranza comune è che il nuovo anno porti con sé una ventata di notizie positive, ponendo fine a tutti gli eventi negativi che hanno segnato l’anno in corso. Tante famiglie che a causa della crisi economica in corso e degli importi talmente bassi di pensioni e stipendi, riscontrano serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese.

Con l’arrivo del 2023, però, potrebbero arrivare anche buone notizie. A gennaio, ad esempio, aumenteranno gli importi delle pensioni di reversibilità.

Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità

Anche nel corso del 2023 verrà riconosciuta la pensione di reversibilità. Si tratta di un trattamento pensionistico riconosciuto, in caso di decesso del pensionato, ai familiari superstiti. Tra quest’ultimi si annoverano il coniuge superstite e i figli minori. Ne hanno diritto anche i figli maggiorenni se studiano o se inabili al lavoro. Si annoverano inoltre i cittadini uniti civilmente e i nipoti a carico dei nonni. Stando a quanto si evince dal sito dell’Inps, inoltre:

  • “In assenza del coniuge e dei figli o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i genitori dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto;
  • In assenza del coniuge, dei figli o del genitore o se, pur esistendo essi non abbiano diritto alla pensione ai superstiti, i fratelli celibi e sorelle nubili dell’assicurato o pensionato che al momento della morte di quest’ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione, siano a carico del lavoratore deceduto”.

A gennaio aumentano anche le pensioni di reversibilità

Proprio gli importi delle pensioni di reversibilità registreranno degli aumenti a partire dal 2023.

Ma a quanto ammonteranno? Ebbene, bisogna ricordare che il ministro Giorgetti ha firmato un decreto che dispone, a partire dal 1° gennaio del 2023, un adeguamento del 7,3% delle pensioni. Grazie alla Legge di bilancio, inoltre, si è deciso di dire addio all’attuale sistema basato su tre fasce di reddito.

Dal prossimo anno, infatti, per il calcolo dell’importo dei trattamenti pensionistici verrà utilizzato un nuovo sistema con sei fasce di reddito. A queste se ne aggiunge una che è stata incrementata oltre il 100%, raggiungendo quota 120%. Entrando nei dettagli le percentuali, calcolate sull’indice di inflazione, saranno le seguenti:

  • 120% di 7,3% per le pensioni minime, pertanto 8,8%;
  • 100% sulle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps, ovvero circa 2.100 euro;
  • 85% sui trattamenti con importo compreso tra i 2 mila euro e 2.625 euro;
  • 53% per le pensioni con importo compreso tra 2.626 e i 3.150 euro;
  • 50% per le pensioni comprese tra 3.151 e 4.200 euro;
  • 40% per i trattamenti pensionistici rientranti nella fascia compresa tra 4.201 e 5.250 euro;
  • 35% per le pensioni con importo superiore a 5.250 euro.
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