Forte contrazione delle assunzioni nei primi undici mesi del 2020. Sono gli effetti economici del Coronavirus

Assunzioni, trasformazioni e cessazioni. Ecco i dati dell’Osservatorio sul Precariato appena pubblicati dall’INPS.

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Assunzioni, trasformazioni e cessazioni. Ecco i dati dell’Osservatorio sul Precariato appena pubblicati dall’INPS.

Nel corso dei primi undici mesi del 2020, a causa della crisi del Coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese, si è registrato una forte contrazione delle assunzioni attivate dai datori di lavoro privati. In particolare, esse sono state circa 4.755.000, -30% rispetto allo stesso periodo del 2019. Lo ha reso noto l’INPS, attraverso un comunicato stampa del 18 febbraio 2021.

Questa contrazione, spiega l’Istituto, è stata particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), e si è via via attenuata fino ad ottobre.

Trasformazioni

Le trasformazioni, anch’esse in flessione rispetto allo stesso periodo del 2019, sono state circa 460.000.

Ad ogni modo, bisogna tener presente che, nel corso del 2019, il volume delle trasformazioni era risultato eccezionalmente elevato (713.000), anche per effetto delle modifiche normative dovute al “Decreto dignità”.

Cessazioni

Le cessazioni nel complesso sono state 5.051.000, in forte diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-20%).

Questo risultato, però, è stato reso possibile esclusivamente grazie all’introduzione del divieto di licenziamento per ragioni economiche introdotto con il DL n. 18, 2020 (CuraItalia), riconfermato con il DL n. 34, 2020 (Rilancio) e poi dal DL n. 104, 2020 (Agosto).

Infine, si legge nel comunicato dell’INPS, sempre nel periodo gennaio-novembre 2020 sono stati 75.320 “i rapporti di lavoro che hanno usufruito dei benefici previsti dall’esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (legge n. 205/2017), valore in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-26%). I rapporti così incentivati costituiscono il 5% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati”.

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