Forfettario: nella fattura si può mettere il codice fiscale al posto della partita iva?

Dal 1° luglio, anche i contribuenti in regime forfettario sono passati dalla fattura cartacea a quella elettronica

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Fatture elettroniche: Fatturazione elettronica e imposta di bollo: il ravvedimento del 1° trimestre

Da circa venti giorni, anche i titolari di partita iva in regime forfettario sono obbligati a fare la fattura elettronica.

Infatti, il D.L. 36/2022, meglio conosciuto come nuovo decreto PNRR, ha esteso l’obbligo di fatturazione elettronica anche a quei professionisti o imprenditori individuali che fino a poco tempo fa potevano emettere fattura cartacea. L’obbligo è stato introdotto dopo che l’Unione Europea ha dato il suo OK.

Detto ciò, in redazione è arrivato un interessante quesito con il quale ci è stato chiesto se nella fattura elettronica emessa nei confronti di soggetti titolari di partita IVA, sia obbligatoria l’indicazione del codice fiscale.

Ecco la risposta.

Fattura elettronica anche per i forfettari

Dal 1° luglio 2022, sono obbligati alla fattura elettronica anche:

  • coloro che hanno partita iva in regime forfettario (articolo 1, commi da 54 a 89, legge 190/2014);
  • coloro che hanno partita iva in “regime di vantaggio” (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011),
  • le associazioni sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore, ecc, che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale ai fini dell’Iva e delle imposte sui redditi (articoli 1 e 2, legge 398/1991).

Gli ultimi soggetti appena citati, erano esonerati dalla fatturazione elettronica solo se il fatturato dell’anno precedente non superava 65mila euro. Oltre tale soglia, l’obbligo di emettere la fattura elettronica ricadeva sull’acquirente.

Il nuovo obbligo non decorre però per tutti dalla stessa data, infatti l’obbligo di fattura elettronica scatta:

  • dal 1° luglio 2022 o
  • dal 1° gennaio 2024 per le partite Iva che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a 25mila euro.

Qui trovi il link su come verificare la soglia dei ricavi.

E’ ragionevole pensare che la soglia di 25.000 euro vada verificata di anno in anno.

Se superata nell’anno N, l’obbligo decorrerà dall’anno successivo n+1. Dunque anche prima del 1° gennaio 2024. Su tale passaggio, si attendono chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle entrate.

Codice fiscale o partita iva nella fattura?

Come anticipato in premessa,  in redazione è arrivato un interessante sulla fatturazione. In particolare ci è stato chiesto se nella fattura elettronica emessa nei confronti di soggetti titolari di partita IVA sia obbligatoria l’indicazione del codice fiscale.

Ebbene, a tal proposito è necessario riprendere una FAQ dell’Agenzia delle entrate sulla fatturazione elettronica.

In merito ai dati da inserire nella fattura, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che nella fattura emessa nei confronti di soggetti titolari di partita IVA non è obbligatoria l’indicazione del codice fiscale.

Nello specifico:

Si conferma che nella fattura i campi della sezione cessionario/committente vanno compilati inserendo o la partita IVA oppure il Codice Fiscale che il cliente di volta in volta comunicherà al fornitore (anche se il SdI non scarta il file in cui sono presenti entrambi i valori). Nel caso in cui il cessionario/committente comunichi il solo codice fiscale alfanumerico, pur essendo titolare di partita IVA, è evidente che sta operando l’acquisto del bene/servizio non nell’ambito dell’attività d’impresa, arte o professione.

Abbiamo in tal modo risposto al quesito del nostro lettore.

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