Fondo perduto alternativo: per richiederlo bisogna correre, la scadenza è molto vicina

Per accedere al contributo a fondo perduto alternativo, già dal 5 luglio è possibile inviare le domande. Peccato che c'è poco tempo e che i dati richiesti dalle Entrate sono troppi e inutili. Arriva la denuncia dei Commercialisti.

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Fondo perduto alternativo

Per accedere al contributo a fondo perduto alternativo, già dal 5 luglio è possibile inviare le domande. Peccato che c’è poco tempo e che i dati richiesti dalle Entrate sono troppi e inutili.

Arriva la denuncia dei Commercialisti dell’ANC affidata al comunicato stampa del 5 luglio.

Riguardo al poco tempo a disposizione per presentare la domanda, specifichiamo che il termine ultimo fissato per la presentazione delle domande all’Agenzia delle Entrate è il 2 settembre.

Considerando la miriade di dati richiesti i tempi sono stretti.

Fondo perduto alternativo: poco tempo per presentare domanda

Nella nota del 5 luglio, i commercialisti dell’ANC sollevano il primo problema. Troppo poco tempo: la scadenza per l’invio dell’istanza all’Agenzia delle Entrate è fissata al 2 settembre. Il punto è che, entro questa data, non c’è soltanto la domanda per il fondo perduto alternativo da presentare.

Ci sono tanti altri adempimenti e scadenze da considerare, tra cui la dichiarazione dei redditi per Partite IVA che intendono richiedere il fondo perduto a conguaglio.

Il Presidente dell’ANC Marco Cuchel rileva diversi problemi che rendono le tempistiche troppo strette: incertezza, circolari ciclopiche di 500 pagine, compilazioni complicate ed eccessive.

Considerando un periodo anche minimo di riposo estivo di cui hanno diritto anche i Commercialisti, il tempo a disposizione si riduce a poche settimane lavorative.

Senza contare che le istruzioni per la compilazione della domanda sono state pubblicate di venerdì sera.

Fondo perduto alternativo: troppi dati inutili da indicare

I troppi dati da indicare nella compilazione della domanda per il fondo perduto sono legati al problema tempi.

L’Associazione Nazionale Commercialisti nel comunicato stampa spiega che il Fisco chiede dati e informazioni ai contribuenti che, in pratica possiede già come gli aiuti di Stato percepiti.

Il Presidente dell’ANC conclude con due domande.

Perché, in un momento in cui c’è bisogno di un’alleanza tra Amministrazione finanziaria, commercialisti e contribuenti, l’Amministrazione trova il modo per rendere impossibile l’esercizio di un diritto?

Cosa bisogna fare per rendersi conto dell’esigenza di tornare ad essere un Paese normale, dove non serva vigilare e segnalare di continuo disequilibri e asimmetrie sempre a svantaggio del cittadino?

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