Fondo nuove competenze al via: firmato il decreto

In arrivo benefici economici aggiuntivi per aziende e lavoratori grazie al fondo nuove competenze. Ecco di cosa si tratta.

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In arrivo benefici economici aggiuntivi per aziende e lavoratori grazie al fondo nuove competenze. Ecco di cosa si tratta.

Il Fondo Nuove Competenze è nato con lo scopo di adottare misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali. Istituito col decreto Rilancio e ribadito dal decreto di Agosto, il fondo aveva una dotazione iniziale di 230 milioni. Oggi vale circa il triplo.

Ho appena firmato e trasmesso al Mef il decreto interministeriale che istituisce il Fondo nuove competenze, una misura che ho fortemente voluto e che rappresenta il primo grande investimento in capitale umano per la ripartenza del nostro Paese“.

Lo annuncia il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo aggiungendo che

con questo Fondo – istituito con il Decreto Rilancio e rafforzato con il Decreto Agosto che ne ha portato la dotazione complessiva a 730 milioni di euro – ho puntato a introdurre uno strumento alternativo alla Cassa integrazione e di natura “attiva”, con forti benefici sia per le aziende che per i lavoratori“.

A cosa serve il Fondo Nuove Competenze

Il Fondo consente infatti alle imprese (di qualunque settore e dimensione) di rimodulare temporaneamente l’orario di lavoro. Ma anche di utilizzare una parte di esso per far svolgere ai dipendenti attività di formazione e riqualificazione. Ciò avviene senza nessun onere per le aziende perché le ore di formazione sono totalmente a carico dallo Stato.

In questo modo, le stesse beneficeranno di una riduzione del costo del lavoro. Al tempo stesso, i lavoratori possono implementare le loro competenze senza alcuna diminuzione della retribuzione (al contrario della cassa integrazione), bensì con un evidente, duplice vantaggio – economico e formativo – rispetto al normale sistema degli ammortizzatori sociali.

Come accedere ai finanziamenti

La procedura per accedere al Fondo nuove competenze è molto semplice. Le aziende dovranno stipulare accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro e presentare entro il 31 dicembre progetti per lo sviluppo delle competenze.

Fino a un massimo di 250 ore di formazione per ciascun lavoratore. Con questa misura prende corpo il primo pilastro del Piano nazionale per le nuove competenze.

Il mio obiettivo e quello di tutto il Governo è chiaro: occorre adeguare le competenze dei lavoratori alle nuove esigenze delle imprese, soprattutto quelle legate agli investimenti “green” e nel digitale con i quali intendiamo accompagnare la rigenerazione del sistema produttivo del nostro Paese. L’Italia riparte dal suo capitale umano“, conclude.

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