Fondo Europa Immobiliare 1: due mesi e mezzo di silenzio mostrano l’inconsistenza della Vigilanza

Finalmente giunge al termine una vicenda mai accaduta prima, con una società di gestione che sospende il pagamento di un fondo comune il giorno stesso in cui era previsto. 

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Finalmente giunge al termine una vicenda mai accaduta prima, con una società di gestione che sospende il pagamento di un fondo comune il giorno stesso in cui era previsto. 

Firenze, 13 giugno 2018. Dopo un silenzio durato due mesi e mezzo, il 14 giugno Vegagest Sgr comunicherà che a breve avverrà il riparto finale del Fondo Europa Immobiliare 1 collocato nel 2004 da Poste Italiane, sospeso il 28 marzo scorso. Precisamente il 50% dell’importo sarà erogato subito, mentre l’altra metà sarà messa in pagamento entro l’estate.

Finalmente giunge al termine una vicenda mai accaduta prima, con una società di gestione che sospende il pagamento di un fondo comune il giorno stesso in cui era previsto.

L’aspetto che più ha colpito nella storia è stato il silenzio riguardo le motivazioni, che non andavano oltre generici “eventi straordinari ed imprevedibili”. Un silenzio impossibile da giustificare per una società di gestione, che deve rendere conto a decine di migliaia di sottoscrittori ed al mercato intero.

Invece, per ben 78 giorni (sempre che i 14 giugno sia quello giusto, dato che era atteso per il 13) non è apparso niente di ufficiale riguardo le sorti di ben 46 milioni 400 mila euro destinati a decine di migliaia di risparmiatori. Le uniche parole, provenienti dal Presidente del Consiglio di Amministrazione di Vegagest, Sido Bonfatti, sono state pronunciate ai giornalisti. Solo in quel modo si è appreso che la Guardia di Finanza ha chiesto a Vegagest documenti su alcune compravendite immobiliari effettuate da società estere risalenti al 2006 e il CdA del Fondo, fino a quel momento all’oscuro dell’indagine fiscale, ha deciso per prudenza di sospendere il pagamento.

Non è accettabile che il Presidente del Consiglio di Amministrazione di una Società di Gestione del Risparmio non senta il dovere di spiegare l’accaduto tramite un comunicato, e lo faccia solo ai media e solo dopo essere stato appositamente contattato.

Ancora meno accettabile è che le Autorità di Vigilanza non impongano comunicazioni immediate ed esaustive. Ed invece, né Banca d’Italia, né Consob hanno preteso un comunicato da parte di Vegagest.

Il giorno successivo il mancato pagamento, ossia il 29 marzo, abbiamo scritto alla Consob ed alla Banca d’Italia, chiedendo un loro tempestivo intervento.

La Consob aveva fatto sapere di essere competente riguardo la gestione dei fondi comuni, e di non poter intervenire nella fase di liquidazione, che è quella che interessa Europa Immobiliare 1, di competenza della Banca d’Italia.
Avevamo però sottolineato come nella storia fosse coinvolto un emittente quotato, vale a dire Poste Italiane, e soprattutto come ciò fosse nell’interesse dell’intero mercato dei fondi immobiliari, segmento da sempre tormentato da mille problematiche che nascono dai collocamenti “allegri” fatti in banca ed alle Poste ma che poi si riversano sul mercato

Da parte della Banca d’Italia, invece, silenzio totale.

Analogo silenzio da parte di Assogestioni, cui pure avevamo segnalato il comportamento di una società loro associata.

Venerdi scorso, 8 giugno, è stato annunciato un accordo-quadro tra  Banca d’Italia e Consob per la collaborazione e il coordinamento nell’esercizio delle funzioni di vigilanza e di risoluzione. Sul campo, per ora, si verifica che non si interviene nemmeno per imporre un comunicato ad un soggetto vigilato.

Giuseppe D’Orta, responsabile Aduc Tutela del Risparmio

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Diritto amministrativo, Curiosità