Fondo competitività filiale agricole: come accedere alle risorse

Le domanda di aiuto possono essere presentate a partire dal 1° ottobre 2020 e fino al 16 ottobre 2020.

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Le domanda di aiuto possono essere presentate a partire dal 1° ottobre 2020 e fino al 16 ottobre 2020.

La Legge di bilancio 2020, ha istituito un fondo per la competitività delle filiere agricole, con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2020 e di 14,5 milioni per l’anno 2021. Il Ministero delle Politiche Agricole  ha ripartito i fondi disponibili su filiere ritenute strategiche. Privilegiando quelle che si adattano alla possibilità di sottoscrizione di contratti di filiera. 

Con le istruzioni operative n°61 del 2 luglio l’A.G.E.A. ha fissato  le modalità operative per l’accesso ai fondi.

Il fondo per la competitività delle filiere agricole

La legge n°160/2019, Legge di bilancio 2020:

  • al fine di favorire la competitività del settore agricolo e agroalimentare,
  • ha istituito nello stato di previsione del MIPAAF il Fondo per la competitività delle filiere agricole.

Difatti, il fondo ha una dotazione  iniziale di 15 milioni di euro per il 2020 e 14,5 milioni di euro per il 2021. L’obiettivo è quello di sostenere lo sviluppo e gli investimenti delle filiere.

Detto ciò, era demandato ad un apposto decreto  del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di natura non regolamentare, la definizione dei criteri e delle modalità di ripartizione del Fondo.

Il decreto del ministero delle Politiche Agricole

Il decreto ministeriale 3 aprile 2020, n. 3432 ha disciplinato le modalità di concessione dell’aiuto con la finalità di:

  • favorire la competitività del settore agricolo e agroalimentare;
  • favorire lo sviluppo e gli investimenti delle filiere;
  • valorizzare i contratti di filiera nel comparto maidicolo e delle proteine vegetali (legumi e soia);
  • migliorare la capacità di autoapprovvigionamento, così da garantire scorte che consentano di affrontare situazioni di crisi.

Nello specifico le filiere oggetto di intervento sono: mais, proteine vegetali (legumi e soia), carni ovine e latte bufalino.

AGEA: le istruzioni operative n° 61 del 2 luglio.

L’AGEA, con le istruzioni operative n°61 del 2 luglio ha fissato le istruzioni operative per accedere ai fondi in parola.

I soggetti che possono accedere all’aiuto in esame sono:

  • le imprese agricole che
  • abbiano già sottoscritto (o che sottoscrivono), direttamente o attraverso cooperative, consorzi e Organizzazioni di Produttori riconosciute di cui sono socie,

contratti di filiera con imprese di trasformazione e/o commercializzazione. Tali contratti devono avere durata almeno triennale.

Il contratto di filiera deve essere sottoscritto da tutti i soggetti interessati.

Nel caso in cui il Contratto di filiera sia sottoscritto da una cooperativa, un consorzio agrario o un’Organizzazione di Produttori riconosciuta, il Contratto stesso deve essere integrato da copia dell’impegno/contratto di coltivazione tra la cooperativa (il consorzio agrario e l’Organizzazione di Produttori) e l’impresa agricola socia, richiedente l’aiuto.

Tale impegno/contratto di coltivazione deve fare riferimento allo specifico Contratto di filiera e può avere durata annuale.

Chi può sottoscrivere il contratto di filiera?

Il Contratto di filiera può essere sottoscritto tra:

  1. imprenditore agricolo e impresa di trasformazione;
  2.  cooperativa, consorzio agrario o Organizzazione di Produttori riconosciuta e impresa di trasformazione;
  3. imprenditore agricolo, singolo o associato e centro di stoccaggio e/o altri soggetti della fase di commercializzazione che abbiano sottoscritto un contratto con l‘industria di trasformazione.

Quanto può essere richiesto?

Per la campagna 2020 è concesso un aiuto di 100 euro per ogni ettaro coltivato a mais o proteine vegetali (legumi e soia), oggetto del contratto.

Difatti, l’importo unitario dell’aiuto è determinato in base al rapporto:

  • tra l’ammontare dei fondi stanziati e
  • la superficie totale coltivata a mais o proteine vegetali per la quale è stata presentata domanda di aiuto.

 

In caso di superamento dei fondi annuali disponibili, l’OP AGEA procederà ad applicare una riduzione dell’aiuto previsto.

Inoltre, eventuali somme residue relative a una delle filiere di cui all’articolo 3, comma 3 del DM 3 aprile 2020 (mais, proteine vegetali, carni ovine, latte bufalino) possono essere utilizzate per soddisfare le richieste eccedenti le altre filiere.

Come richiedere gli aiuti

Il produttore può effettuare la presentazione della domanda sul portale www.sian.it, con l’assistenza di un Centro Autorizzato di Assistenza Agricola (C.A.A.). Trovando le procedure, ivi compresa la modulistica rilasciata dal SIAN (Sistema Informativo agricolo), necessarie alla compilazione della domanda.

Il soggetto accreditato:

  • provvede a trasmettere telematicamente, mediante apposite funzionalità, i dati della domanda direttamente tramite il portale SIAN (www.sian.it) e
  • a consegnare a ciascun richiedente la ricevuta di avvenuta presentazione della domanda, rilasciata dal SIAN.

La domanda di aiuto può essere presentata a partire dal 1° ottobre 2020, fino al 16 ottobre 2020.

Alla domanda vanno allegati le copie del :

  • contratto di filiera sottoscritto dall’imprenditore agricolo con l’industria nel caso della fattispecie a);
  •  dell’impegno/contratto di coltivazione tra la cooperativa, il consorzio agrario o l’Organizzazione di Produttori e l’impresa agricola socia;
  • dell’impegno/contratto di coltivazione tra la cooperativa, il consorzio agrario o l’Organizzazione di Produttori con l’impresa agricola socia.

Pagamenti in anticipo e saldo

AGEA può versare ai beneficiari anticipi sui pagamenti in misura pari al 70% dell’importo erogabile; solo dopo aver effettuato in controlli di ammissibilità sulla domanda.

In cosa consistono tali controlli?

La verifica di ammissibilità agli aiuti prevede l’esecuzione dei seguenti controlli:

  1. che il richiedente l’aiuto abbia un fascicolo aziendale aggiornato;
  2. verifica dell’esistenza e della congruenza dei dati anagrafici presenti in anagrafe tributaria, del dichiarante o del rappresentante legale nonché dell’unicità della domanda di pagamento;
  3. verifica della presenza della certificazione bancaria inerente il codice IBAN;
  4. che le superfici dichiarate coltivate siano destinate agli usi del suolo specificamente indicati nell’articolo 1, comma 1, lettere f) e h) del DM 3 aprile 2020;
  5. che l’agricoltore abbia stipulato un contratto di filiera di durata almeno triennale;
  6. verifica della coerenza tra la coltura dichiarata e l’uso del suolo presente nel SIPA-GIS;
  7. verifica che le medesime superfici non siano richiesti da più beneficiari-

Altresì è verificato che  le medesime superfici non siano richieste dallo stesso beneficiario per aiuti tra loro non compatibili.

Il rispetto del regolamento EU “de minimis

Gli auto sono concessi nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti de minimis.

Ciò sta a significare che, in attuazione del Reg. (UE) n. 1408/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, (aiuti “de minimis” nel settore agricolo), l’aiuto è concesso ai richiedenti nel limite dell’importo massimo di 25.000 euro, nell’arco di tre esercizi finanziari.

In applicazione dell’articolo 5 del Reg. (UE) n. 1408/2013 sopra citato, inoltre, l’aiuto medesimo è sottoposto alla soglia massima di 200.000 euro complessivamente ricevuti anche per aiuti non agricoli ai sensi del regolamento «de minimis».

La regolarità contributiva

L’AGEA è tenuta a verificare la regolarità contributiva del soggetto che richiede gli aiuti. Dunque è obbligatoria la presentazione del D.U.R.C.

Inoltre, l’erogazione degli aiuti è subordinata alla presenza delle dichiarazioni sostitutive di notorietà finalizzate alla richiesta della certificazione antimafia. Difatti, per le domande di pagamento di aiuti nazionali di importo superiore a 5.000 euro vige l’obbligo di acquisire la comunicazione antimafia; inoltre, qualora le somme siano superiori a 150.000 euro è necessaria l’acquisizione dell’informazione antimafia.

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