Fondi pensione italiani: continua il trend positivo da inizio 2021. Ecco perché

Considerando i numeri del 2019 rispetto a quelli del 2018, i fondi pensione italiani vanno a gonfie vele. Continua il trend positivo da inizio 2021.

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Considerando i numeri del 2019 rispetto a quelli del 2018, i fondi pensione italiani vanno a gonfie vele. Continua il trend positivo da inizio 2021.

Considerando i numeri del 2019 rispetto a quelli del 2018, i fondi pensione italiani vanno a gonfie vele. Continua il trend positivo da inizio 2021.

I numeri 2019 a cui ci riferiamo sono quelli dei rendimenti: 12,2% per i Pip unit linked, 7,2% per i fondi negoziali, 8,3% per i fondi aperti.

Il numero più basso riguarda il Tfr (1,5% di rendimento), ma c’è da dire che la previdenza integrativa deve essere valutata sul lungo termine. Difatti, se guardiamo all’ultimo decennio, i rendimenti annui sono questi: 3,8% per i fondi aperti ed i Pip unit linked, 3,6% per i fondi negoziali e 2% per il Tfr.

Quali sono le caratteristiche dei fondi pensione in Italia?

Quale sarà il futuro della previdenza?

Fondi pensione italiani: caratteristiche

I fondi pensione italiani presentano una caratteristica interessante. Non vengono ‘toccati’ dalla fase decisamente prolungata dei tassi bassi. Questo perché funzionano generalmente a capitalizzazione con la contribuzione definita.

I tassi bassi nel nostro Paese non causano problemi di sostenibilità ai fondi pensione, a differenza dei sistemi (ancora presenti nei Paesi Bassi e in Germania) a ripartizione e prestazione definita. L’ha confermato non molto tempo fa Mario Padula, presidente della Covip (l’autorità di vigilanza).

Ad incidere sui fondi pensione italiani è la capitalizzazione dei montanti contributivi e sulle stesse prestazioni. Tuttavia, nel puntare a rendimenti più alti, questi fondi investono in un’ampia gamma di asset (anche illiquidi). Le iniziative in corso nell’ambito del private equity accresceranno l’esposizione dei fondi a questo genere di asset che, ad oggi, risulta essere ancora limitata.

Il primo pilastro (quello pubblico INPS) è legato al 100% all’andamento dell’economia italiana, ma una forte componente di investimento dei fondi pensione è estera, essenziale per diversificare i rischi.

Quale potrebbe essere il futuro dei fondi pensione italiani?

In futuro, probabilmente, la previdenza sarà sempre più complementare e inclusiva.

Parlando di prospettive future, la previdenza guarderà sempre più a donne, giovani, Mezzogiorno e PMI.

Secondo il presidente della Covip, bisognerà affrontare la questione della più bassa adesione ai fondi riscontrata tra i giovani, le donne, i lavoratori delle piccole imprese e nel Sud.

Padula avanza tre ipotesi:

– devolvere nel fondo solo una parte del Tfr, non tutto, una mossa possibile oggi soltanto se il contratto collettivo di lavoro lo prevede;

– utilizzare in modo più flessibile la deducibilità dei contributi fino a 5.164 euro, avendo modo di recuperare in altri anni lo sconto fiscale utilizzato solo in parte o non utilizzato allo scopo di aiutare i lavoratori che hanno carriere discontinue;

– orientarsi sul digitale, consentire di aderire ai fondi pensione anche online, non solo in forma cartacea.

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