Fisco: flat tax penalizza redditi fino a 26.600 euro all’anno

Secondo i sindacati, la flat tax penalizza i redditi fino a 26.600 euro. Accorgimenti e modifiche sono allo studio per garantire un risparmio fiscale equo per tutti.

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Secondo i sindacati, la flat tax penalizza i redditi fino a 26.600 euro. Accorgimenti e modifiche sono allo studio per garantire un risparmio fiscale equo per tutti.

La flat tax non pare essere un bene per tutti. Secondo alcuni calcoli, l’introduzione della flat tax a cui sta lavorando il governo non produrrebbe vantaggi fiscali per tutti i contribuenti. Questo perché l’attuale sistema fiscale italiano, basato sulle aliquote variabili a scaglioni e sulle detrazioni per molti lavoratori dipendenti, recepirebbe in senso negativo la tassazione fissa fino a un certo livello minimo reddituale.

La flat tax penalizza i redditi fino a 26.600 euro

In altre parole, l’introduzione della flat tax al 15% per redditi familiari fino a 55.000 euro genererebbe un effetto negativo sui redditi fino a 26.600 euro lordi annui. Infatti, un lavoratore con un reddito lordo annuo pari a 13.490 euro, vedrebbe un aumento di tasse di circa 1.774 euro, mentre un reddito di 22.830 euro avrebbe un aumento della tassazione di 985 euro.

Lo sostiene Domenico Proietti, segretario confederale Uil spiegando che “questi incrementi sono determinati dall’effetto congiunto dell’abolizione delle detrazioni, delle deduzioni e del “bonus degli 80 euro”. Considerando questi due esempi, nel primo caso si dovrebbero pagare 136 euro di tasse al mese in più, nel secondo 76 euro al mese in più, con un incremento rispettivamente pari al 147% e al 29% dell’imposizione“.

Per i sindacati bisogna agire sul sistema delle detrazioni

Inoltre, non è chiaro come la tassazione possa essere sottoposta ad una valutazione del reddito familiare ipotizzata ai 55.000 euro lordi annui. Infatti, è evidente la distorsione che escluderebbe una famiglia con due redditi da 28.000 euro lordi annui ed invece garantirebbe uno sconto fiscale a chi guadagna, da single, 54.000 euro lordi annui. Per la Uil la via maestra da seguire per la riduzione delle tasse è quella di agire sulle detrazioni specifiche per lavoratori dipendenti e pensionati, mantenendo il principio di progressività e concentrando le risorse sui quei lavoratori e pensionati che, da sempre, sono i primi a fare il loro dovere con il fisco.

Governo al lavoro per una flat tax equa e giusta

E’ chiaro che molti aggiustamenti dovranno essere ancora studiati e apportati alla riforma fiscale allo studio del governo.

In proposito il ministro dell’Intero Matteo Salvini ha precisato: “non possiamo fare tutto per tutti subito e stiamo ragionando su due o tre schemi perle famiglie. È un pacchetto da una decina di miliardi a cui associare altri interventi pro imprese, come parte del taglio del cuneo, buoni pasto, estensione del regime forfettario, cancellazione di alcune dichiarazioni pleonastiche. Stiamo lavorando alla pace fiscale 2 da estendere alle imprese e alle società. E pensiamo anche all’edilizia un “piano casa” per agevolazioni e ristrutturazioni”, ha concluso Salvini spiegando che, in merito alle coperture, “ci saranno alcuni tagli di spesa e io ho fatto una richiesta: che il regime di flat tax possa essere una scelta, come quota 100, non un obbligo, e che quindi ciascuno possa fare due conti e decidere se gli conviene il nuovo regime forfettario, che tende ad assorbire deduzioni e detrazioni, o rimanere al vecchio. Lo preciso: non stiamo ragionando di cancellare gli 8o euro“.

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