Fisco: 18 milioni di euro ai partiti politici dal 2 per mille Irpef 2019

I partiti politici hanno incassato 18 milioni di euro lo scorso anno dalla devoluzione del 2 per mille dell’Irpef. PD in testa alle preferenze con quasi la metà degli introiti.

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I partiti politici hanno incassato 18 milioni di euro lo scorso anno dalla devoluzione del 2 per mille dell’Irpef. PD in testa alle preferenze con quasi la metà degli introiti.

Nonostante la crisi della politica del nuovo secolo, molti contribuenti italiani continuano a destinare soldi ai partiti politici. Il Dipartimento delle Finanze ha infatti diffuso, come fa ogni anno a gennaio, i dati relativi alla destinazione del 2 per mille dell’Irpef ai partiti politici snocciolando cifre che pochi conoscono realmente.

Sono ben 18 milioni di euro i soldi dei contribuenti che finiscono nelle casse dei partiti politici italiani che, fra le altre cose raccolgono quattrini anche fra i tesserati e dai rimborsi elettorali. Così il partito politico si rivela ancora una volta una vera e propria macchina da soldi in Italia con ben 1,35 milioni di contribuenti che hanno destinato lo scorso anno ben 18 milioni di euro ai partiti.

Finanziamento ai partiti: PD al primo posto con 8,5 milioni

La voce più grossa la fa il Partito Democratico che ha raccolto nel 2019 ben 8,5 milioni di euro dai contribuenti, il 42% del totale. La Lega per Salvini premier segue con 3 milioni di euro (20%), mentre la Lega Nord per l’indipendenza della Padania ha totalizzato circa 750 mila euro. Al terzo posto si piazza Fratelli d’Italia, che sale a 1,16 milioni di euro (da quasi il 7% di chi ha ‘donato’) rispetto ai 750 mila euro circa di un anno prima. La lista non comprende il M5S, contrario alla possibilità di destinare il 2 per mille ai partiti perché considerata un vero e proprio finanziamento pubblico ai partiti.

In aumento la destinazione di soldi ai partiti

Sempre snocciolando i dati forniti dal Dipartimento delle Finanze, si evince che lo scorso anno sono stati ben 1.358.085 i contribuenti che hanno destinato il 2 per mille dell’Irpef ai partiti politici, il 3,3% del totale dei contribuenti (41,2 milioni), più dell’anno precedente quando furono appena il 2,9%.

Un tendenza comunque in aumento dal 2014 quando fu istituito il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche al finanziamento di un partito politico all’atto di presentazione della dichiarazione dei redditi. Nel 2018 furono 14,1 milioni i soldi erogati ai partiti, mentre nel 2017 furono 15,3 milioni e nel 2016 solo 11,7 milioni di euro.

Contributi sicuri ai partiti grazie ai pensionati

Lavoratori e pensionati continuano quindi a devolvere il 2 per mille Irpef ai partiti attingendo dall’Irpef. Soldi che lo Stato non incassa quindi direttamente e che va a finire nelle casse dei partiti. Sono più che altro i pensionati a “donare” una parte delle tasse ai partiti – osservano gli esperti – piuttosto che i lavoratori i quali, nella maggior parte dei casi, non optano per alcuna scelta di destinazione del 2 per mille mettendo così in risalto una tendenza che interessa più che altro i contribuenti anziani, giacché i giovani lavoratori paiono oggi più disinteressati alla politica rispetto alle generazioni precedenti. Non è quindi mistero che in Parlamento i partiti politici discutano animosamente di come difendere il diritto dei pensionati e pensionandi italiani.

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