Firma digitale: notai addio?

La riforma della firma digitale e la rivoluzione delle start up fanno paura ai notai? I professionisti lanciano l’allarme dopo la notizia dell’emendamento al decreto Investment Compact

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La riforma della firma digitale e la rivoluzione delle start up fanno paura ai notai? I professionisti lanciano l’allarme dopo la notizia dell’emendamento al decreto Investment Compact

Cosa c’è dietro l’allarme lanciato dai notai contro la firma digitale? E’ possibile immaginare che la costituzione di una start up con la sola firma digitale (non autenticata) possa compromettere il sistema di sicurezza delle società italiane? La notizia della presentazione di un emendamento al decreto legge Investment Compact per consentire la creazione di una startup innovativa o di un incubatore senza dover  più ricorrere al notaio ma con una semplice firma digitale ha fatto scattare l’allarme sicurezza. Pare infatti che la firma digitale possa “facilitare l’uso di falsa identità” non godendo di “nessuna verifica e nessun controllo”. Lo stesso grave problema, si legge, è non a caso riconosciuto anche all’estero e in particolare nel Regno Unito, dove “a causa della mancanza di controlli preventivi, per risalire all’identità del rappresentante legale di una società si arriva a spendere anche 500 sterline, contro i 7 euro che sono richiesti in Italia”.

Il problema in altre parole non sono le startup in sé ma quelle anonime.

Ma in contemporanea alla nota del consiglio nazionale del notariato è stata pubblicata anche quella firmata da Assolombarda, IBAN, PNICube, Polo Italiano del Venture Capital e Roma Startup che, in direzione diametralmente opposta, intravede in queste misure un passo importante per “proseguire sulla strada dell’agevolazione di questo modello di impresa, che tuttora soffre dei limiti di un sistema-paese uso a drenare valore dalle imprese prima ancora che queste siano in grado di sostenersi sulle proprie gambe”. Marco Cantamessa, presidente di Pni Cube, ha risposto agli allarmismi dei notai sulla firma digitale partendo dalla premessa secondo cui “non deve essere  la paura che qualcuno possa fare qualcosa di sporco a bloccare l’intera popolazione italiana”. Aggiunge inoltre che “nessuno proibisce alla startup innovativa di andare dal notaio, semplicemente si offre la possibilità di una strada accelerata e a costo zero, poi se il notaio dà un valore aggiunto va benissimo”. L’emendamento quindi tiene anche conto della diversità delle varie “realtà economiche quindi è anche ragionevole che per la piccola startup che sta partendo esista comunque una scorciatoia che permetta di accelerare e anche alleggerire dal punto di vista economico gli oneri, i tempi e le procedure che sono connesse alla sua costituzione”.

Startup: quanto costa il notaio?

A quanto ammonta questo risparmio? Posto che i notai non hanno tariffe fisse, molto dipende dall’ubicazione della startup ma anche dalla coscienza del professionista.

In alcuni casi poi alla parcella vanno aggiunti dei costi fissi imprescindibili, soprattutto per le s

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