Fino a quando lavoreremo in smartworking

Quando torneremo al lavoro negli uffici e in azienda? Lo smartworking divide ma fino a quando sarà operativo?

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Quando torneremo al lavoro negli uffici e in azienda? Lo smartworking divide ma fino a quando sarà operativo?

Chi ha ripreso a lavorare, anche dopo la quarantena, molto spesso l’ha fatto in modalità smartworking (o lavoro agile in italiano). Ovviamente il lavoro da casa non è sempre possibile (vedi negozi e alcuni professionisti) ma in questo articolo ci concentriamo sui dipendenti di aziende private, uffici e Pubblica Amministrazione. Il decreto agosto si sta occupando approfonditamente della questione lavoro, prevedendo tra le altre misure la proroga della cassa integrazione per alcune categorie di lavoratori. Ma quello che molte persone che lavorano da casa ancora oggi si chiedono è: fino a quando lavoreremo in modalità smartworking?

Probabilmente la risposta dipende anche dalla decisione in merito al prolungamento dello stato di emergenza sul quale si sta discutendo in modo acceso in Parlamento.

Lo smartworking divide aziende e dipendenti: resterà una scelta anche nel 2021?

La sensazione è che lo smartworking divida l’opinione pubblica e le parti coinvolte. C’è chi avrebbe fretta e voglia di tornare in ufficio e chi, invece, è soddisfatto che l’emergenza Covid abbia finalmente reso note le potenzialità dello smartworking su larga scala. Tornare indietro sarebbe un anacronistico voltare le spalle all’evoluzione? Abbiamo raccolto alcune testimonianze:

 

Anita, 30 anni, dipendente di una multinazionale con sede a Milano: “La mia azienda in via preventiva ha collocato tutti i dipendenti in smartworking da inizio quarantena. Io continuo a pagare l’affitto a Milano ma, da inizio giugno, non appena sono stati aperti i collegamenti tra regioni, sono tornata a Pescara, dove sono nata e cresciuta. Aldilà della convenienza personale credo che il mio lavoro possa essere svolto per l’80% in modalità smartworking con regolarità. E mi auguro che quanto successo possa essere uno stimolo per evolvere l’organizzazione aziendale nell’interesse di tutti. Mi piacerebbe, ad esempio, poter lavorare metà settimana in ufficio e l’altra metà da casa. E anche per l’azienda sarebbe una riduzione dei costi“.

 

Ilaria 37 anni, segretaria amministrativa presso ufficio pubblico: “Lavorare da casa con due figlie da seguire è veramente difficile. La mia produzione scende e anche la concentrazione. Peraltro andare in ufficio è un momento che mi concede anche vita sociale con i colleghi“.

 

Carolina, 43 anni, dipendente pubblico: “La quarantena mi ha dato modo di ritrovare tempo da dedicare a mio figlio e alla mia famiglia. Mi sento più serena nel lavorare da casa”.

 

Bianca, 35 anni, team leader in un call center: “L’azienda ha dato la scelta di continuare a lavorare da casa o tornare in ufficio. Io personalmente ho optato per la prima possibilità perché non mi sento ancora pronta per lavorare in ufficio in certe condizioni ambientali in sicurezza“.

Fino a quando lavoreremo in smartworking se l’emergenza continua

Come abbiamo appena visto le posizioni sono molto diverse. Sopra abbiamo anche accennato che la durata dello smartworking potrebbe rappresentare una variabile cruciale. Vero è che non saranno imposti obblighi in questo senso, come non è accaduto finora (anche perché per attrezzare le postazioni potrebbero essere richiesti investimenti e costi, anche se in parte recuperabili in detrazione). Tuttavia la possibilità è rimessa agli accordi tra azienda e dipendenti ed è facile pensare che, in questo contesto, molti opteranno per continuare a lavorare in smart working almeno fino a fine anno.

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