Festività soppresse 2016: quali sono e come vengono retribuite in busta paga?

Cosa sono le festività soppresse e come vengono retribuite in busta paga? Ecco tutto quello che c'è da sapere.

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Cosa sono le festività soppresse e come vengono retribuite in busta paga? Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Ai lavoratori dipendenti spetta ogni anno, secondo le previsione del CCNL, un numero di permessi retribuiti a titolo di festività soppressa per quelle giornate che nella legge 260 del 1949 sono indicate come giornate festive e non sono più considerate tali per disposizioni legislative successive.   Se tali festività soppresse ricorrono in giorni per i quali è prevista l’attività lavorativa (dal lunedì al venerdì, quindi) sono riconosciuti permessi retribuiti al lavoratore con diritto all’intero trattamento economico.

Festività soppresse: quali sono?

Le festività soppresse nel 2016 cadono nei seguenti giorni:

  • sabato 19 marzo: San Giuseppe
  • giovedì 5 maggio: Ascensione
  • giovedì 26 maggio: Corpus Domini
  • mercoledì 29 giugno: SS Pietro e Paolo (che non è una festività soppressa per chi lavora nel Comune di Roma poichè cade nel giorno del santo patrono)
  • venerdì 4 novembre: Unità Nazionale.

  Nel 2016, quindi, per i lavoratori che non risiedono a Roma le festività soppresse retribuite sono 4 (poichè il 19 marzo cade di sabato) mentre per i lavoratori del Comune di Roma sono soltanto 3.

Festività soppresse: come sono retribuite?

Per quel che riguarda la festività del 4 novembre, che non rientra nelle festività nazionali poichè è stata spostata alla prima domenica di novembre a partire dal 1977, ai lavoratori per tale giorno spetta una giornata pagata in più, ossia la retribuzione prevista per le festività cadenti di domenica.   Pur non essendo più festività segnate di rosso sul calendario lavorativo poichè sono state abolite, queste festività spettano a titolo di ex festività ai lavoratori sotto forma di 32 ore di permessi retribuiti. Se queste 32 ore di permessi per le ex festività soppresse non vengono sfruttate dai lavoratori saranno pagate in busta paga, generalmente nella mensilità di dicembre o di gennaio dell’anno successivo.   Il pagamento delle ex festività in busta paga può essere computato in giorni (4 giorni più il trattamento speciale del 4 novembre) o in ore (32 ore più il trattamento speciale previsto per la festività del 4 novembre). A decidere sul trattamento economico è il contratto collettivo nazionale. Comunque le festività soppresse danno diritto al pagamento di una indennità sostitutiva per il mancato godimento delle festività e tali permessi maturano in proporzione al periodo di lavoro effettuato nel corso dell’anno (calcolo in dodicesimi calcolando per intero la frazione di mese superiore a 15 giorni).

  Quando le festività soppresse cadono in un giorno feriale al lavoratore spettano delle giornate o delle ore in più mentre se le ex festività cadono di domenica il lavoratore ha diritto al trattamento economico previsto per le festività che cadono di domenica. Se le festività soppresse cadono nella giornata del sabato e il lavoro è retribuito su 5 giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) la giornata di sabato non è considerata giorno lavorativo ma neanche giorno di riposo settimanale ed il lavoratore non ha diritto ad alcun pagamento di giornate supplementari.

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