Ferie e orario di lavoro liberi: chi non vorrebbe lavorare alla Virgin?

Sperimentazione Virgin: no a ferie concordate e orari di lavoro fissi. Decide il dipendente quando lavorare. Funzionerà?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sperimentazione Virgin: no a ferie concordate e orari di lavoro fissi. Decide il dipendente quando lavorare. Funzionerà?

Chi non sogna ferie illimitate e orari di lavoro liberi? Per i dipendenti della Virgin l’idea è ora realtà, sebbene in fase sperimentale per l’estate 2015. Nessun piano ferie, nessuna pre approvazione e nessun controllo sui giorni di assenza: Richard Branson, fondatore della Virgin, ha ufficializzato la sua nuova policy di gestione del personale. La condizione per mantenere questo trattamento ferie agevolato? Le assenza autogestite non dovranno compromettere la realizzazione dei propri progetti. L’idea di rivoluzione dell’orario di lavoro a cui Branson sta lavorando da un po’, su ispirazione di sua figlia, è riassunta in un libro pubblicato quasi un anno fa: “The Virgin Way”. Alcuni datori di lavoro vecchio stile potrebbero storcere il naso ma fidarsi dei propri dipendenti potrebbe essere la strada per responsabilizzarli e garantire maggiore fedeltà, impegno consapevole e al tempo stesso anche soddisfazione. Il passaggio dal superamento dell’orario di lavoro fisso, dalle 9 alle 17, alle vacanze libere, è stato automatico e risponde ad un’esigenza di maggiore flessibilità nell’organizzazione del personale. Per l’estate 2015 quindi toccherà al dipendente stabilire liberamente come organizzare le scadenze e, quindi, “se e quando ritiene di prendersi qualche ora, un giorno, una settimana o un mese libero”. Una prima sperimentazione delle ferie illimitate e libere aveva coinvolto 160 dipendenti negli uffici di New York, Londra, Ginevra e Sydney. L’estate 2015 sarà il banco di prova della sostenibilità del progetto: se i lavoratori risponderanno in modo consapevole e intelligente le ferie saranno tolte dal contratto di lavoro (con un guadagno anche per quanto riguarda la corresponsione di quelle non godute). Branson è abbastanza ottimista e non teme che i suoi dipendenti “abuseranno dell’opportunità offerta”. Maggiore libertà significa anche più responsabilità. Lo spirito è quello per cui un dipendente libero e soddisfatto è anche più leale, creativo e produttivo. Il rischio è proprio che i dipendenti più responsabili, spinti dal senso di lealtà per il datore di lavoro, possano usufruire di meno ferie di quelle minime che andrebbero garantite o che alcuni datori di lavoro fingano di emulare l’esempio di Branson per tagliare ferie e diritti dei dipendenti. Branson non è l’unico pioniere della rivoluzione del mondo del lavoro. Il messicano Carlos Slim ha proposto ai suoi dipendenti la settimana lavorativa di soli tre giorni, in cambio di giornate di lavoro della durata di 11 ore e dell’impegno a non andare in pensione prima del compimento dei 70 anni. De

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Argomenti: Aziende e Società, Lavoro e Contratti