Fatture Elettroniche. Arriva il monito del Garante della Privacy

Sarebbero troppi i dati consegnati all’Agenzia delle Entrate. Il garante della Privacy lancia l’allarme.

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Sarebbero troppi i dati consegnati all’Agenzia delle Entrate. Il garante della Privacy lancia l’allarme.

Secondo il Garante della Privacy  le informazioni, archiviate dall’Agenzia delle Entrate, dei nostri dati, quali fatture ricevute ed emesse, movimentazioni bancarie e prestazioni fornite, sarebbe “sproporzionata”.

Tale sproporzione rischia di andare a contrastare un precetto dell’Unione Europea circa, per l’appunto, la proporzionalità dei dati forniti.

Il rischio di un archivio dati in mano ad un solo soggetto è evidente. Esso potrebbe diventare una golosa perda di attacchi informatici da parte di hacker malintenzionati.

La risposta del Governo

Allo scopo di eliminare tali criticità, scende in campo l’anonimometro previsto in Legge di Bilancio 2020, che potrebbe garantire, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Gualtieri, oltre al superamento del monito del Garante della Privacy, anche un maggior gettito per le casse dello Stato di circa 125 milioni.

Grazie all’intelligenza artificiale, il nuovo algoritmo a disposizione dell’Agenzia Delle Entrate è in grado di incrociare i dati relativi a fatture e pagamenti, redditi, consumi e conti correnti garantendo ai contribuenti stessi il completo anonimato.

Anonimato che verra garantito, almeno, in fase di elaborazione dei dati, nel caso in cui il sistema non dovesse riscontrare incongruità di sorta.

Gli accertamenti dovrebbero scattare, solamente, nel caso in cui vi si palesino degli scostamenti significativi tra quanto dichiarato dal contribuente e quanto evidenziato dal saldo del conto corrente.

Ovviamente, rimarrà in capo al cittadino l’onere di provare la coerenza e la liceità di quanto dichiarato.

Leggi anche: “Controlli del Fisco con dati anonimi: attenzione ai conti correnti”.

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