Fatturazione elettronica: regole per i minimi e per chi lavora con loro

Dal 2019 subentra l'obbligo di fatturazione elettronica. Come visto più volte chi aderisce al regime dei minimi saranno esenti dall'obbligo: quali regole si applicheranno per chi lavora con loro come fornitore o cliente?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Dal 2019 subentra l'obbligo di fatturazione elettronica. Come visto più volte chi aderisce al regime dei minimi saranno esenti dall'obbligo: quali regole si applicheranno per chi lavora con loro come fornitore o cliente?

In merito all’obbligo di fatturazione elettronica che scatterà nel 2019 è stato chiarito che chi rientra nel regime dei minimi (attuale forfettario) è esente. Ma c’è un aspetto da considerare e che potrebbe creare problemi: chi ha la partita IVA dei minimi si trova ad avere a che fare professionalmente con clienti, fornitori etc che lavorano con partita IVA ordinaria e che, quindi, è obbligato alla fatturazione elettronica. In questo caso come funziona?

Emissione fattura nel regime dei minimi: cosa cambia nel 2019?

Prima di tutto confermiamo che i contribuenti che rientrano nel forfettario e negli ex minimi non saranno soggetti all’obbligo di fatturazione elettronica 2019. Al momento di emettere ed inviare fattura quindi, questi ultimi saranno tenuti a rispettare le stesse regole adottate finora, emettendo il documento cartaceo oppure telematico con invio via mail o via PEC (fattura telematica non significa fattura elettronica). Dal lato attivo di chi emette la fattura quindi nulla cambia e non sembrano sorgere grossi problemi per i forfettari o i minimi.

Chi è nel forfettario dovrà ricevere fatture elettroniche dal 2019?

Sul fronte passivo la situazione potrebbe essere più complicata. Cosa succede se chi opera con regime dei minimi deve ricevere una fattura da un fornitore a partita IVA ordinaria? In questo caso il fornitore continuerà ad emettere una copia cartacea della fattura da consegnare al cliente che non è abilitato alla ricezione della fattura elettronica (quindi sia esso un consumatore finale o, nell’esempio che qui ci interessa, un contribuente in regime forfettario). Attenzione però perché questa altro non è che una copia: la fattura dovrà in ogni caso essere emessa in formato xml e inviata tramite il sistema di interscambio. Sul punto in realtà il Garante Privacy ha avanzato delle perplessità perché di fatto si tratterebbe di una duplicazione di adempimenti (dato che il secondo invio consegue alla consegna della fattura in formato cartaceo), con rischi per quanto riguarda il trattamento dei dati personali. Si attende all’uopo il parere dell’Agenzia delle Entrate.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Partita Iva e ditte individuali, Fattura elettronica, Forfettario