Fattura elettronica: quanto fa risparmiare la rivoluzione digitale

Fattura elettronica: ecco quanto risparmiano le PA da quando è diventata obbligatoria

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Fattura elettronica: ecco quanto risparmiano le PA da quando è diventata obbligatoria

Dopo due mesi dal debutto della fattura elettronica obbligatoria per le PA è tempo di primi bilanci. A dare i numeri è stato Gerardo De Caro, responsabile dell’ufficio fatturazione elettronica P.A. dell’Agenzia delle Entrate, in occasione del convegno organizzato da «Forum PA».

Nel mentre la fattura elettronica inizia a diffondersi anche tra i privati tanto che Paolo Catti, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, ha parlato di “rivoluzione soprattutto dal punto di vista culturale”.   Il risparmio rispetto alla fatturazione cartacea è evidente: si riducono i costi di esecuzione delle attività e gli archivi di documentazione fiscale e al contempo si abbattono i tempi di esecuzione dei processi. A questo miliardo di euro risparmiato se ne potrebbero aggiungere altri 5,5 ogni anno se la digitalizzazione fosse estesa in futuro all’intero ciclo procure to pay della Pubblica Amministrazione.

Fatture elettroniche e costi: confronto con il sistema cartaceo

Stando alle stime saranno 26,6 milioni le fatture elettroniche da gestire entro l’anno. In termini economici, secondo il Politecnico di Milano, questo sistema permetterà alla pubblica amministrazione di risparmiare un miliardo di euro, ovvero mediamente 17 euro per ogni fattura ricevuta. Il processo di digitalizzazione si spingerà anche oltre le fatture includendo l’intero “processo logistico-commerciale e amministrativo-finanziario che va dalla creazione dell’Ordine alla chiusura del ciclo dei pagamenti e delle riconciliazioni” come auspicato?

Fatture elettroniche 2015: numeri ed errori più frequenti

Il ricorso alla fattura elettronica sta aumentando in modo esponenziale : si è passati da una media di 9 mila file fattura al giorno fino al 31 dicembre 2014, ai 15 mila giornalieri dal 1 gennaio al 31 marzo 2015, per arrivare oggi, dopo l’introduzione dell’obbligo per le PA, a una media di 73 mila file al giorno. L’Agenzia delle Entrate fa sapere che sono calati in modo sensibile anche gli errori, passati da una media del 39% dello scorso anno al 12,4%. I più frequenti restano gli errori di nomenclatura (24%) ma ancora vengono evidenziati non di rado incongruenze nel formato (22%), fatture duplicate (18%) e errori nel codice fiscale del concessionario committente (10%).

Per quanto concerne la percentuale di utilizzo della fatturazione elettronica al primo posto troviamo il ministero dell’Istruzione, guidato da Stefania Giannini con oltre un milione di fatture analizzate dal 6 giugno 2014 al 6 maggio 2015. Al secondo posto, ma con grande distacco, troviamo il ministero della Giustizia (375.539, delle quali il 26,5% rifiutate). Nell’ordine per grado di efficienza c’è il ministero degli Interni con 264.793 fatture, delle quali il 14,4% respinte.

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