Fattura elettronica viola la privacy: controlli del Fisco a rischio!

Allarme del Garante Privacy: la sproporzionata archiviazione delle fatture elettroniche minaccia la salvaguardia della riservatezza personale.

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Allarme del Garante Privacy: la sproporzionata archiviazione delle fatture elettroniche minaccia la salvaguardia della riservatezza personale.

Il Fisco riceve oggi una montagna di dati fiscali, dai conti correnti, agli acquisti alle fatture. Dal 1 gennaio 2020 questi dati aumenteranno a dismisura soprattutto con l’estensione di obbligo invio delle fatture elettroniche da parte di esercenti e professionisti.

Tali fatture, però, soprattutto quelle sanitarie, contengono dati sensibili non rilevanti ai fini delle indagini fiscali.

Sul punto il Garante della Privacy ha fatto notare che le attività di indagine e controllo rischiano di violare la riservatezza dei dati e ha quindi scritto alla Camera dei Deputati di provvedere in tal senso prima di autorizzare l’Agenzia delle Entrate a controllare tutto indiscriminatamente.

Sproporzionata archiviazione fatture elettroniche

L’Authority è stata chiara nell’individuare i rischi che riguardano le informazioni sensibili dei contribuenti e ha indicato una serie di esempi in cui la privacy del cittadino potrebbe essere violata durante le indagini fiscali dell’Agenzia delle Entrate. Il punto nodale riguarda il contenuto delle fatture elettroniche che spesso evidenzia dati che non riguardano le attività di accertamento del fisco e sono quindi coperti da privacy. La gestione della mole di dati, poi, non può consentire di discernere quali fatture controllare e quali scartate, dal momento che saranno passate al setaccio da appositi software. Per dirla con le parole del Garante: “l’archiviazione integrale di tutte le fatture emesse e ricevute per accertamenti fiscali e verifiche, anche della guardia di finanza, appare sproporzionata”.

Il Garante scrive al Parlamento per cambiare la legge

In una nota il Garante fa, quindi, sapere di non volersi certo opporre ai controlli del fisco o ai doverti dei contribuenti, però la riservatezza personale va assicurata sempre e comunque. La soluzione, in questo caso, è la prevenzione: il Garante della Privacy, per ridurre i rischi, invita il legislatore a raccogliere e ad acquisire solo i dati che effettivamente servono ai fini fiscali evitando di inserire fin dall’inizio quelli non necessari. Un lavoro in più quindi per la commissione Finanze della Camera dei Deputati che dovrà raccogliere queste indicazioni, unendole a quelle che stanno provenendo dalle altre amministrazioni interessate, a partire dall’Agenzia delle Entrate e apportare le modifiche necessarie al decreto fiscale.

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