Dal dentista senza fattura: il Fisco getta il “guanto” di sfida

I guanti incastrano i dentisti, i ricorsi gli avvocati: il Fisco torna all'attacco e le fatture non bastano

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Nuove armi del Fisco contro i furbetti delle fatture. Se il dentista, l’avvocato, il commercialista o qualsiasi altro professionista non fa fattura, il Fisco potrebbe sfruttare alcuni indizi legati a strumenti per la professione e dispositivi anti Covid. Grazie a queste presunzioni si scovano servizi erogati in nero. Alcune sentenze recenti hanno legittimato questa prassi quindi meglio prestare la massima attenzione: i furbetti delle fatture sono avvisati!

Dal dentista senza fattura, ma il Fisco conta i guanti usa e getta!

Non è una novità assoluta: per le prestazioni sanitarie c’è già una copiosa giurisprudenza che legittima le presunzioni di evasione fiscale basate su alcuni dispositivi di sicurezza. Così, ad esempio, è possibile per il Fisco presumere il fatturato dagli ordini relativi all’acquisto di guanti monouso(Cassazione 14879/2008); non solo i guanti  ma anche gli aspira saliva monouso sono stati già in passato interpretati dal Fisco come “indizio” (vedi Cassazione 10692/2018, 23956/2019). Quel che accade ora è che, viste le regole di sicurezza e igiene imposte dal Covid, sarà probabilmente ancora più facile monitorare certi acquisti legati al numero di pazienti.

Se le pratiche non corrispondono alle fatture si presume l’evasione fiscale?

Ovviamente i controlli presuntivi non riguardano solo dentisti e medici. Con sentenza 8491/2020 la Cassazione ha riconosciuto valido l’accertamento su un geologo perché le fatture emesse non corrispondevano al numero dei progetti depositati presso l’ufficio del Genio civile. E a controlli analoghi sono sottoposti da anni anche professionisti tecnici come architetti, ingegneri e geometri. Diverse sentenze (Ctr Sicilia, sentenza 110/2013; Ctr Sardegna, sentenza 302/2019; Ctp Cagliari, sentenza 2/2020) hanno confermato che il numero delle pratiche non può essere nettamente superiore a quello delle fatture.

In tutti i casi in cui ciò accade, può esserci un sospetto di evasione. Nel 2009 la Cassazione aveva dato ragione al Fisco contro uno studio legale che, a fronte di 25 fatture, aveva depositato oltre 200 ricorsi civili e amministrativi (riscuotendo per alcuni compensi irrisori).

Più agevoli anche i controlli sugli studi commercialisti posto che tutte le dichiarazioni vanno trasmesse per via telematica.

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