Fase 3: Monti punta a riduzione tasse?

Il governo Monti punterebbe a un sistema premiale a favore di chi paga le tasse ma tutto dipende dai risultati della lotta all'evasione fiscale

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il governo Monti punterebbe a un sistema premiale a favore di chi paga le tasse ma tutto dipende dai risultati della lotta all'evasione fiscale

Dopo il decreto salva Italia ed il decreto Cresci Italia si prepara la fase tre dell’esecutivo Monti che ha come scopo principale proprio garantire l’equità ed effettuare una redistribuzione del reddito dall’alto verso il basso. Tale progetto potrebbe essere realizzato attraverso l’ampia delega fiscale concessa al governo per rivedere il sistema tributario italiano. Una fra le proposte che maggiormente tiene banco è proprio quella di destinare parte dei proventi che affluiscono nelle casse dell’erario alla riduzione delle tasse, un sistema premiale quindi per chi le tasse le paga. Gli effetti benefici di tale politica si potrebbero già vedere nelle feste natalizie del 2012 o al più tardi nel 2013, quando la redistribuzione delle risorse permetterà di aiutare e sostenere proprio i più bisognosi.

 

DETRAZIONI PENSIONATI E FAMIGLIE APPESE AD UN FILO

Operativamente si dovrebbe intervenire inserendo una norma all’interno della prevista delega fiscale. Pertanto insieme ad un riordino delle detrazioni e delle agevolazioni ( i tecnici assicurano che non sarà un taglio verticale, ma che le riduzioni di agevolazioni e detrazioni saranno mirate), insieme ad un aumento  di due punti percentuali dell’iva che avverrà dal 1° ottobre potrebbe trovare spazio la destinazione di circa 10 -15 miliardi di euro per ridurre l’impatto dell’aliquota fiscale più bassa, quella del 23 per cento. In alternativa, e sempre che gli stanziamenti siano disponibili, si pensa di rimpolpare maggiormente le detrazioni previste per pensionati e nuclei famigliari.

A dispetto di frequenti annunci in merito alla riduzione del carico fiscale sui cittadini grazie ai proventi derivanti dalla lotta all’evasione, sono pochi i casi in cui si è effettivamente avuta una riduzione delle tasse. Ricordiamo nel 2000, quando il Governo Amato ha provveduto ad attuare sgravi per circa 30 mila miliardi di lire ed a distanza di qualche anno il bonus incapienti introdotto dal governo Prodi.

 

EVASIONE FISCALE: LE CIFRE RECUPERATE

Per quanto riguarda gli importi recuperati occorre partire dalla previsione di entrate fatta per il periodo 2006-2010 in merito al contrasto ed alla lotta all’evasione. In questo caso l’esecutivo ha stimato di incassare circa 63 miliardi, cifra che rappresenta il 58,5 per cento delle entrate complessive. Tuttavia tale valore rappresenta solo il dato preventivo e non verificato, e pertanto per avere valori più attendibili occorre invece rifarsi ai dati forniti dal Dipartimento delle Finanze, il quale stima che la lotta all’evasione nel periodo considerato abbia prodotto 49 miliardi di euro di incassi. Tuttavia tale cifra sebbene si avvicini ai 63 miliardi di euro preventivati quale incasso, raggruppa diverse tipologie di introiti derivanti dalla lotta all’evasione. Infatti all’interno vi sono recuperi per aiuti di Stato, somme esatte per tributi locali oltre che naturalmente recuperi di imposte dirette ed indirette.

Sul punto è anche intervenuta la Corte dei Conti, la quale ha ribadito come occorra fornire delle cifre più affidabili per accertarsi che l’introito derivante dalla lotta all’evasione abbia natura certa in modo da misurare efficacemente le performance. Nel recente rapporto sulla finanza pubblica la Corte dei Conti ha infatti ha infatti chiesto cifre più esatte in merito alla dimensione della lotta all’evasione sia in merito ai risultati conseguiti. Il rischio è che i Governi utilizzino la lotta all’evasione come terza via delle politiche di bilancio dopo la riduzione della spesa pubblica e l’aumento delle tasse. Tuttavia basare le entrate di bilancio sulla politica di contrasto all’evasione potrebbe non portare i benefici previsti, in quanto tra la fase dell’accertamento e quella dell’incasso potrebbero esserci le fai del contraddittorio, dell’adesione, ecc.

Le aspettative del Governo in merito alle cifre da incassare muovono dai risultati del contrasto all’evasione  che si è avuto negli anni precedenti. Infatti, se il trend degli incassi non verrà disatteso, la lotta all’evasione nel 2012 porterà circa 12 miliardi di euro, che potrebbero diventare 14-15 miliardi se i blitz tipo Cortina o Milano permetteranno di aumentare l’effetto di tax- compliance e pagamento spontaneo. Tale cifra potrebbe essere quindi essere destinata a ridurre il carico fiscale soprattutto sui ceti meno abbienti portando quindi l’aliquota irpef dal 23 al 20 per cento, permettendo quindi ad alcuni contribuenti di tirare un respiro di sollievo. In quest’ottica una diminuzione di un punto percentuale dell’irpef vale circa 5 miliardi di euro e pertanto la riduzione sarebbe possibile.

Altre risorse potrebbero essere liberate grazie alla lotta gli sprechi, un altro fronte sul quale lavorano gli addetti ai lavori del Governo. In quest’ottica si incentivano le politiche di spending review, revisione della spesa pubblica, e di fatto si è creato un comitato informale con il compito di monitorare la spesa dei ministeri degli affari regionali, istruzione ed economia. Si punta a incrementare l’efficienza del settore pubblico ma anche al trasferimento di operazioni pubbliche ai privati. Il lavoro partirà da molteplici obiettivi: segnalare leggi di finanziamento potenzialmente eliminabili, individuare programmi di spesa, razionalizzare uffici e uomini, scoprire inefficienze.

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Argomenti: News Fisco

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