Fare impresa: ecco i 6 Paesi dove conviene

Per gli imprenditori tartassati dalle tasse in patria ecco 6 valide alternative poco fuori confine.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Per gli imprenditori tartassati dalle tasse in patria ecco 6 valide alternative poco fuori confine.

Sono molti i territori oltreconfine che invitano in ogni modo  gli industriali italiani ad investire da loro, ma non serve chissà quale invito per far fuggire le nostre aziende all’estero in luoghi dove gli affari appaiono più stimolanti e redditizi. Nella classifica che misura la capacità di stimolare gli affari l’Italia è solo al 66esimo posto, territori oltreconfine anche abbastanza accessibili sono intorno alla trentesima posizione come ad esempio l’Austria, al 31esimo posto, la Macedonia al 26esimo e Berna al 30esimo Un azienda italiana con sede in Italia su un utile di 80mila euro ne versa 50mila di tasse e imposte, senza contare le spese del commercialista. Questo significa versare in tributi allo Stato il doppia di quanto spende per le retribuzioni dei dipendenti. All’estero la stessa azienda si troverebbe a pagare decisamente meno anche in Paesi colpiti dalla crisi come l’Inghilterra. Vediamo, quindi, quali sono i Paesi in cui è meglio fare impresa.

Londra e Vienna

Chi decide di spostare la propria attività da una città Italiana a Londra nella classifica della World Bank fa immediatamente un grandissimo passo avanti passando dal 66esimo posto dell’Italia all’11esimo del regno Unito. Per quanto riguarda, invece le possibilità di accesso al credito per chi una impresa deve aprirla, si passa dal 109esimo posto italiano al primo del Regno Unito. Un bel salto di qualità. In Inghilterra le fasce di tassazione in Inghilterra sono divise in due limiti abbastanza marginali: per chi guadagna fino a 300mila sterline l’aliquota è del 20%, per chi guadagna di più il 22%. In Inghilterra si è obbligati all’apertura di una partita Iva solo se si superano le 77mila sterline di reddito. Il numero di aziende che si sono spostate dall’Italia a Vienna sono invece 700 solo per la regione Veneto, si parla di circa 13mila posti di lavoro. In Austria non esistono imposte come l’Irap ed esistono numerosi benefici fiscali per apprendistato e Ires. L’aliquota fissa per i redditi da capitali è del 25%. Vediamo, nelle prossime pagine, cosa accade in altri luoghi oltre confine, come Berna, la Macedonia, l’Albania e il Marocco.  

Berna

I cantoni svizzeri, costretti a farsi concorrenza tra loro, per le imprese sono decisamente una delle mete ideali.  Berna, capoluogo di Grigioni, per quanto riguarda i servizi offerti alle imprese, è decisamente all’avanguardia. I capannoni affittati o venduti alle aziende sono costruiti nelle zone industriali direttamente dai comuni. Gli incentivi legati agli investimenti e alle assunzioni sono volti a contribuire al  Pil del Paese facendo in modo che si debbano pagare meno tasse e si devano avere meno  oneri lasciando il tempo a disposizione dedicato esclusivamente al lavoro.

Albania

A Svizzera e Inghilterra negli ultimi anni si sono aggiunti concorrenti relativamente giovani come l’Albania e la Macedonia. E si considera che secondo la Banca centrale albanese un operaio guadagna tra i 170 e i 425 euro mensili e un ingegnere tra i 253 e i 639 euro mensili il governo di Tirana, per rendere ancora più appetibile il costo del lavoro ha espresso la volontà di confermare per ulteriori 10 anni la flax tax al 10% per stimolare i nuovi investimenti esteri e spingere il superamento della crisi dei Paesi partner quali Grecia e Italia. L’obiettivo dell’Albania è quello di rendere i sevizi dello Stato sempre più leggeri incentivando quelli privati e facendo in modo che i servizi statali non pesino più del 28% del Pil.    

Macedonia

In Macedonia neanche si scherza sul fronte dei servizi per le imprese. Basta considerare che a Skopje esiste un sistrma “one stop shop” basato sul silenzio assenso sulle pratiche che premette agli imprenditori di registrare le attività in un tempo che va dalle 4 ore a massimo 1 giorno. In Macedonia per i primi 10 anni non ci sono imposte neanche sui redditi personali per le società che aprono sedi nelle zone franche. Dove non c’è Iva, infatti, non ci sono balzelli da pagare né sulle importazioni né sulle esportazioni. I sistemi di servizi hanno un’erogazione gratuita e il cuneo fiscale è al 27%.

Marocco

In Marocco, che val la pena prendere in considerazione, c’è da premettere che le piccole aziende non avranno molta facilità di approccio per il semplice motivo che la forza lavoro, poco specializzata, impone un turn over molto pesante. Per le grandi imprese, invece, quello che il Paese offre sono le infrastrutture: il paese ha infatti, investito negli ulti 10 anni nella costruzione di aut

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Argomenti: Tasse aziende, Trasferirsi all’estero