False partite IVA: nuovi criteri per la presunzione di lavoro subordinato

Dal 2016 nuovi criteri per la presunzione di lavoro subordinato: così il governo smaschera le false partite IVA

di , pubblicato il
Dal 2016 nuovi criteri per la presunzione di lavoro subordinato: così il governo smaschera le false partite IVA

Dal 2016 cambiano le regole per definire il lavoro subordinato e inquadrarlo come tale contrattualmente. Il Governo dichiara guerra alle false partite IVA: saranno considerati alla stregua di contratti di lavoro subordinati tutte le collaborazione personali, continuative e con contenuto ripetitivo e “le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”. Nell’ultimo Consiglio dei ministri dello scorso 20 febbraio, il testo della riforma è stato esaminato in via preliminare. Al termine della riunione sono stati varati quattro decreti attuativi del Jobs Act. In particolare due sono definitivi per la riforma dell’articolo 18 ed il riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali e gli altri due riguardano appunto nello specifico la revisione delle tipologie di contratto e la conciliazione dei tempi vita/lavoro. Ora il decreto in analisi dovrà, come da procedura, subire le osservazioni del Parlamento e poi tornerà al CdM. Nel frattempo non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto, mentre quelli già in essere potranno proseguire solo fino alla scadenza. Per quanto riguarda la lotta alle false partite IVA, i nuovi criteri di presunta subordinazione superano e sostituiscono quelli che erano stati fissati con la Riforma Fornero del 2012. Non mancano alcune eccezioni, in conformità con quanto stabilito dalla Riforma Fornero, ad esempio quella espressamente prevista per le “collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali”. Per i datori di lavoro che regolarizzano le posizioni contrattuali trasformando i rapporti di lavoro che celano un rapporto di lavoro subordinato in assunzioni a tempo indeterminato, sono inoltre previste delle agevolazioni (“estinzione delle violazioni previste dalle disposizioni in materia di obblighi contributivi, assicurativi e fiscali connessi alla eventuale erronea qualificazione del rapporto di lavoro pregresso”).

Le agevolazioni vengono riconosciute a due condizioni: i lavoratori dovranno sottoscrivere degli atti di conciliazione e nei 12 mesi successivi all’assunzione i datori di lavoro non dovranno recedere dal rapporto di la

Argomenti: