Fallisce e resta senza niente: ma lo stato gli deve 142 mila euro

Imprenditore fallito lancia appello disperato: lo Stato gli deve 142 mila euro ma la banca intanto gli ha tolto anche il bancomat

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Imprenditore fallito lancia appello disperato: lo Stato gli deve 142 mila euro ma la banca intanto gli ha tolto anche il bancomat

Fallisce per colpa dello Stato: Maurizio Avanzi, imprenditore edile di Gavardo affida ad un appello disperato la sua denuncia. Il 60enne è stato dichiarato fallito dal Tribunale di Brescia dopo l’istanza mossa dai suoi ex dipendenti licenziati lo scorso febbraio e ancora in attesa del saldo del Tfr. Un debito di circa 80 mila euro che l’imprenditore 60enne avrebbe potuto saldare se solo fosse riuscito ad incassare i crediti vantati con lo Stato e che ammontano a 142 mila euro. La cifra si riferisce ai lavori di ristrutturazione eseguiti in tre caserme e mai pagati. Nello specifico le cifre dovute riguardano: 46 mila euro per lavori realizzati in subappalto nel 1997 presso la caserma dei carabinieri di Gavardo, 40 mila euro circa per i lavori eseguiti alla caserma della Guardia di Finanza di Desenzano e 62 mila per il cantiere nella caserma della Forestale di Gavardo (quest’ultimo credito peraltro ad un passo dall’essere liquidato qualche giorno fa, quando la ditta di Maurizio Avanzi risulta già dichiarata fallita). Doppia beffa per questo imprenditore gavardese che ha perso la ditta fondata nel 1963 e non solo. Nel suo sfogo alla stampa si legge la sua disperazione: “Perdere tutto senza un vero motivo è un’umiliazione terribile. Insopportabile. Stamattina la banca mi ha portato via anche il bancomat”. Difficile pensare di ripartire alla sua età: “Come si fa a ricominciare a sessant’anni? Vorrei almeno non perdere la mia onorabilità, che la gente sapesse che non sono fallito perché ho rubato”. Al giornalista che lo ha intervistato fa una richiesta che riassume tutta la tragicità della sua storia: “E per favore la “s” di stato la metta minuscola” (e da qui potete comprendere l’apparente refuso nel titolo dell’articolo).

Per altre storie di fallimenti assurdi vi rimandiamo al caso di un imprenditore abruzzese di cui avevamo parlato approfonditamente <a

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