Fai lo stesso lavoro di tuo padre? Andrai in pensione tre anni più tardi e con meno soldi!

Se fai lo stesso lavoro di tuo padre non solo andrai in pensione tre anni più tardi. Ma prenderai anche meno soldi. È questo, in estrema sintesi, il prezzo che mediamente saranno chiamati a pagare i giovani di oggi. Vediamo come e perché.

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Fai lo stesso lavoro di tuo padre Andrai in pensione tre anni più tardi e con meno soldi

Se fai lo stesso lavoro di tuo padre non solo andrai in pensione tre anni più tardi. Ma prenderai anche meno soldi. È questo, in estrema sintesi, il prezzo che mediamente saranno chiamati a pagare i giovani di oggi. Che saranno i pensionati di domani ed anche più svantaggiati rispetto ai loro padri.

In particolare, se fai lo stesso lavoro di tuo padre, riporta la7.it, le penalizzazioni per i figli sulle pensioni, rispetto ai padri, scatteranno non solo a parità di carriera lavorativa. Ma anche a parità di reddito.

Fai lo stesso lavoro di tuo padre? Andrai in pensione tre anni più tardi e con meno soldi!

Nel dettaglio, se fai lo stesso lavoro di tuo padre, alla maturazione dei requisiti per la pensione si prenderà addirittura, ed in media, il 25% in meno. E si lavorerà ben tre anni in più. Questo a causa del fatto che, rispetto ai padri, il calcolo della pensione viene effettuato con il sistema contributivo. E non con il sistema di calcolo retributivo.

Inoltre, anche se fai lo stesso lavoro di tuo padre, l’obiettivo della parità di reddito e di carriera spesso è solo un miraggio. In quanto al giorno d’oggi, ed in realtà, le carriere lavorative dei giovani di oggi, che saranno i pensionati di domani, sono intermittenti e sono discontinue. Il che poi alla lunga, ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione, porterà a dei buchi contributivi.

La pensione di garanzia per i giovani, la proposta dei Sindacati al tavolo con il Governo italiano

In altre parole, anche se fai lo stesso lavoro di tuo padre potresti non arrivare alla pensione.

Di conseguenza, già da tempo i Sindacati hanno chiesto al Governo italiano l’istituzione e la conseguente introduzione della pensione di garanzia per i giovani. Si tratta, in particolare, di uno dei temi al tavolo di confronto Governo-Sindacati che durerà fino al prossimo mese di marzo del 2022.

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