Evasione fiscale: tutti gli appunti privati possono rappresentare una prova

Anche gli appunti su tasse imprese e professionisti possono essere un indizio di evasione fiscale: ecco quando

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Anche gli appunti su tasse imprese e professionisti possono essere un indizio di evasione fiscale: ecco quando

Documenti ufficiali e scritture contabili sono i primi dati sottoposti a controllo in caso di sospetta evasione fiscale. Ma attenzione a qualsiasi appunto privato, anche a note lasciate su post it: ogni pezzo di carta, anche quello che potrebbe sembrare insignificante, può infatti essere usato come indizio dal Fisco per provare l’evasione. In quest’ottica quaderni di appunti, block notes, matrici di assegni, estratti di conti correnti bancari e agende personali possono essere usati tutti come indizi gravi ai sensi dell’art.

54, DPR n. 633 del 1972 e quindi sulla base del metodo di indagine induttivo.

La conferma arriva da una recente sentenza sul tema (numero 2886 del 3 febbraio 2017): la Cassazione civile, sezione V: i giudici hanno ribadito in questa occasione che anche la contabilità informale può costituire un indizio grave di evasione fiscale che se da essa traspaiono incongruenze con i dati ufficiali. Di fronte ad appunti su conti e transazioni in denaro quindi l’Amministrazione finanziaria è legittimata a procedere ad accertamento induttivo.

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