Evasione fiscale, scontrini anche in vacanza? Ecco quando servono

In vacanza lo scontrino non va di moda? Ecco la mappa italiana dell'evasione fiscale e i casi in cui invece effettivamente non serve

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
In vacanza lo scontrino non va di moda? Ecco la mappa italiana dell'evasione fiscale e i casi in cui invece effettivamente non serve

La lotta all’evasione fiscale non conosce tregua, neanche sotto il solleone. Ad agosto anche gli scontrini vanno in vacanza? A guardare la mappa dell’evasione estiva sembrerebbe proprio di si. Record a Napoli dove si raggiungono punte di evasione dell’85% del fatturato. Genova invece appare un’oasi verde del fisco nel mezzo della calura che sembra aver dato alla testa agli esercenti. Nella città ligure infatti viene registrato solo il 15% di irregolarità. A Roma e Palermo si battono pochi scontrini, decisamente sproporzionati alla mole di affari di due città così turistiche. E infatti in media solo la metà di bar e negozi rilascia la ricevuta ai clienti. Questa peraltro è la media in tutta Italia anche se è il sud ad alzare la percentuale (peggiora anche la Puglia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). A Roma il fulcro dell’evasione estiva sembra essere proprio il litorale: a Ostia nel 2013 ben 5.102 controlli su 8.136 (corrispondenti quindi al 62.7% del totale) hanno evidenziato irregolarità (mancata emissione di più di tre scontrini su cinque). Milano fa leggermente meglio contando sei commercianti diligenti su dieci. Questi i dati risultanti dal monitoraggio effettuato dalla Guardia di Finanza nell’ultimo mese, dal 15 giugno al 15 luglio 2014, sul nostro stivale. Il rituale dell’evasione estiva è simile in tutta Italia: la colazione viene pagata direttamente al bar, i conti della pizzeria vengono presentati ai tavoli appuntati su un tovagliolo e addirittura macellai, fruttivendoli e piccoli alimentari tengono il registratore di cassa spento.

Mancata emissione scontrino: cosa si rischia?

Ma cosa rischiano negoziante e cliente in caso di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta? La sanzione è prevista solo per il primo ma resta onere del cliente richiedere l’emissione dello stesso quando il negoziante appare smemorato. Andrebbe inoltre verificata l’esattezza dei dati fiscali e in particolare la corrispondenza dell’importo addebitato con la cifra effettivamente spesa. Lo scontrino non serve nei seguenti casi: cessioni di tabacchi e carburanti per l’autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici a gettone o moneta, per le corse in taxi e per attività minori come ciabattini, ombrellai e arrotini. Fatta eccezione di questi ultimi resta valida la facoltà del cliente di chiedere e ottenere la fattura.

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Argomenti: Evasione fiscale, Scontrino fiscale

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