Evasione fiscale: sanzioni inutili senza vera riforma fiscale

Scovare gli evasori conviene veramente? E se si: a chi e quanto?

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Scovare gli evasori conviene veramente? E se si: a chi e quanto?

LA MANOVRA MONTI E LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

Uno dei punti cardine della manovra Monti è la sacrosanta lotta all’evasione fiscale. Un punto sul quale non si può transigere, non solo per questioni morali ma anche economiche: è stato detto infatti che, se tutti gli evasori fiscali pagassero le tasche (perché pentiti o smascherati poco conta da questo punto di vista), lo Stato incasserebbe circa 29 miliardi di euro all’anno. Ma questo conto si regge non solo su una chiara utopia ma anche su una premessa incompleta dal punto di vista logico o, se vogliamo, matematico. (Evasione Fiscale: Manovra Monti introduce supercontrolli)

 

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: LA CIFRA EVASA NON SARA’ MAI QUELLA RECUPERATA

Che l’evasione rallenti l’economia e che il governo faccia bene a combatterla con tutti gli strumenti a sua disposizione è fuori discussione ma il calcolo, per cui se i contribuenti evadono x € di tasse, queste x potrebbero finire automaticamente nelle casse dell’Erario in caso di efficiente lotta all’evasione, pecca di ingenuità e non tiene conto di molti fattori correlati al fenomeno dell’evasione. Siamo di fronte ad un tipico esempio di Bias di conferma che, nel settore della strategia di marketing e comunicazione, significa proprio modellare le informazioni che si ricevono per farle aderire alle proprie convinzioni, evidenziando alcuni elementi e scartandone o non considerandone altri.

Può essere fatto un raffronto con quanto avviene per un altro fenomeno illegale, la pirateria musicale. Le case discografiche stimano perdite ingenti basandosi sul numero di cd masterizzati: ma quelle persone che scaricano musica illegalmente comprerebbero il cd originale se fosse l’unica via tecnicamente possibile? Probabilmente no, o quantomeno farebbero una selezione.

Un altro esempio, relativo alla vita di tutti i giorni, può essere ancor più emblematico. Se un pizzaiolo vende un trancio di pizza ad un euro e a fine giornata ne ha venduti 100 avrà incassato 100 euro. Ma se decide di raddoppiare il prezzo potrà forse pronosticare con sicurezza di incassare 200 euro? E’ intuitivo che alcuni clienti, scoraggiati dal prezzo più alto, rinuncino a comprare la pizza e quindi la proporzione non può essere esatta.

E così, se tutte le aziende fossero obbligate  non solo astrattamente e per legge ma anche all’atto pratico, a pagare tutte le tasse e a fatturare ogni entrata, probabilmente molte chiuderebbero per fallimento. E veniamo così ad un punto fondamentale della questione: perché nessuno finora ha impedito l’evasione fiscale? E’ solo un progetto difficile e ambizioso o per alcuni è anche poco conveniente?

 

SANZIONI EVASIONE FISCALE: PERCHE’ NESSUN GOVERNO SI E’ IMPEGNATO NELLA LOTTA

Cerchiamo di dare una possibile risposta più che legittima  a questa domanda che potrebbe attanagliare la mente del cittadino medio (e non solo) attraverso un breve excursus storico del nostro Paese in tema di lotta all’evasione fiscale. Fino ai primi anni Novanta probabilmente prevaleva versi questo fenomeno una sorta di incoscienza: se ne sottovalutavano gli effetti facendosi forza sul ricorso al “debito pubblico”. Per spiegarlo in termini pratici è come quando si fa affidamento sulla possibilità di utilizzare la carta di credito anche se il conto è in rosso sanando eventualmente il mese successivo. L’inganno dura finché non si arriva al punto in cui ci si rende conto che non si hanno possibilità di risanamento. Questo spartiacque per l’Italia è stato il 1997: viene meno la possibilità di svalutazione monetaria in seguito alla determinazione prestabilita dei cambi nell’ottica dell’introduzione dell’euro. Si prende allora coscienza della necessità di provvedimenti fiscali importanti: Vincenzo Visco prima, e Giulio Tremonti poi, ne firmano alcuni di non secondaria importanza. Ma senza scendere in tecnicismi non utili ai fini della trattazione è evidente che l’approccio non è quello giusto.

 

EVASIONE FISCALE REATO PENALE: LA DECISIONE DEL GOVERNO MONTI

E ora tocca al governo Monti: come abbiamo già evidenziato in altri articoli la manovra comprende l’irrigidimento dei controlli e l’introduzione del reato penale per chi evade le tasse. Ma una domanda che pochi cittadini si sono posti, e che forse è proprio quella più importante, è: come verranno utilizzati i soldi recuperati dalla lotta all’evasione fiscale? Si perché non è automatico che essi contribuiscano a creare un fondo cassa per diminuire il gettito delle imposte, o almeno così non era nell’ultima proposta del governo Berlusconi (almeno fino al 2015).  Ritornando alla domanda iniziale quindi forse non è corretto chiedersi perché i governi finora non hanno fatto nulla ma perché quello attuale intende fare qualcosa. La lotta all’evasione fiscale porterà giovamento a chi le tasse le paga? Questo è l’obiettivo che va garantito ai cittadini, l’approccio giusto alla base di qualsiasi riforma fiscale  e di fronte al quale è lecito chiedere sacrifici agli italiani.  (Manovra Monti, evasione fiscale: reato penale trasmettere dati falsi)

 

SULLA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE SI LEGGA ANCHE:

Manovra Monti: contro evasione fiscale misure deboli

No profit, evasione fiscale: controlli a tappeto

evasione fiscale: mandate un pò di agenti a lugano e montecarlo plisssss

 

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