Evasione fiscale: per la Corte dei Conti dipendenti e pensionati pagano le tasse per i servizi agli autonomi

La Corte dei Conti bacchetta il Fisco italiano, colpevole di non frenare l’evasione fiscale dei lavoratori autonomi a danno di lavoratori dipendenti e pensionati

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La Corte dei Conti bacchetta il Fisco italiano, colpevole di non frenare l’evasione fiscale dei lavoratori autonomi  a danno di lavoratori dipendenti e pensionati

Secondo la Corte dei Conti i lavoratori autonomi italiani non pagano le tasse, o almeno non abbastanza. I giudici contabili bacchettano anche il Fisco colpevole di non riuscire a frenare l’evasione fiscale dilagante. I numeri parlano chiaro: più dell’81% dell’Irpef dichiarata nel 2011 arriva infatti da pensionati e lavoratori dipendenti. Colpa dei lavoratori autonomi che evadano? Si ma anche della politica che con la Tax compliance ha fallito risultando contraddittoria. Nel parere critico dei giudici contabili si parla letteralmente di “grave sperequazione tra livello di contribuzione del lavoro dipendente e di pensione e quello derivante del lavoro autonomo”. Susanna Camusso ha commentato i numeri criticando gli effetti della progressività al contrario: i primi tartassati di tasse e i secondi che non di rado evadendo usufruiscono anche dell’ accesso ai servizi sociali collegati al reddito (come per esempio gli asili nido). Secondo la numero uno di Cgil il fenomeno non sarebbe marginale e non sarebbe relativo solo all’Irpef ma riguarderebbe anche l’Irap. Eppure nel suo rapporto la Corte dei Conti è più dura con lo Stato che con gli autonomi e paradossalmente arriva quasi a giustificare questi ultimi che evadono: perché se il sistema di controlli e relative sanzioni è inefficace, si legge, e la ricorrenza di condoni frequente, ecco che l’onesta condotta può apparire umanamente addirittura «autolesionistica». L’adempime

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