Evasione fiscale in calo, ma Italia resta sul podio europeo

80 miliardi di evasione fiscale nel 2018, ma migliora tax gap con gli anni precedenti. Bene le misure adottate dal governo Conte.

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80 miliardi di evasione fiscale nel 2018, ma migliora tax gap con gli anni precedenti. Bene le misure adottate dal governo Conte.

Resta elevato il livello di evasione fiscale in Italia. Con una media che supera abbondantemente i 100 miliardi all’anno, il Belpaese conserva il primato europeo in fatto di mancate imposte versate.

A livello pro capite, gli italiani evadono in media poco più di 3.150 euro a testa, neonati compresi. Un record che ci pone ben al di sopra della media Ue (1.630 euro pro capite). Al secondo posto troviamo la Danimarca (2.950 euro) e, a seguire, il Belgio (2.670 euro) e Lussemburgo a pari merito.

 

Evasione fiscale a quota 107 miliardi

 

Dati che sono stati recentemente confermati dall’Agenzia delle Entrate. Nel Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva 2020 viene evidenziato che in media, per il triennio 2015- 2017, si è osservato un gap complessivo pari a circa 107,2 miliardi di euro, di cui 95,9 miliardi di mancate entrate tributarie e 11,3 miliardi di mancate entrate contributive.

Lo ha detto Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, nel corso di un’audizione presso le Commissioni congiunte Finanze di Camera e Senato, precisando che:

con specifico riferimento ai tributi gestiti dall’Agenzia delle entrate, e per i quali è più significativa l’analisi del tax gap (Irpef, Ires, Iva e Irap), i valori stimati dell’evasione ammontano a:

  • 84,4 miliardi di euro nell’anno 2016,
  • 84,2 miliardi di euro nell’anno 2017;
  • 79,8 miliardi di euro nell’anno 2018“.

Evasione fiscale in calo

Nel 2018 si è registrata, pertanto, una riduzione molto ampia del tax gap, che sfiora i 5 miliardi di euro rispetto all’anno d’imposta 2017. Il risultato è attribuibile agli effetti dell’adozione di importanti misure di contrasto all’evasione fiscale e di miglioramento della tax compliance. Misure adottate negli anni più recenti, soprattutto grazie all’introduzione e poi alla successiva estensione del meccanismo della scissione dei pagamenti in materia di Iva.

La riduzione del tax gap – ha spiegato il numero uno dell’Agenzia delle Entrate – contribuisce ad assicurare una maggiore equità del prelievo fiscale. Sia nella prospettiva di attuazione del principio costituzionale secondo cui tutti debbono concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, sia per tutelare la concorrenza tra le imprese”.

L’azione di contrasto all’evasione fiscale può essere più efficacemente attuata se perseguita attraverso un piano organico basato sulla semplificazione delle regole e degli adempimenti, nonché su una rinnovata alleanza tra contribuenti e Amministrazione finanziaria.

Le misure anti evasione

I dati, benché non ancora disponibili, sono sicuramente in via di miglioramento per gli anni 2019 e 2020. Le misure introdotte dal governo Conte per limitare l’uso del contante e quindi rendere tracciabili i pagamenti vanno nella direzione giusta. Meno contanti in circolazione, meno evasione.

Anche le recentissime iniziative sul cashback e la lotteria degli scontrini dovrebbero dare maggiore impulso all’emersione del “nero”. Dal 1 luglio 2021, poi, la limitazione dell’uso del contante per gli acquisti scenderà a 1.000 euro e non è escluso che dal 2023 possa abbassarsi ulteriormente.

Anche le banche – ricordano gli esperti – stanno collaborando in tal senso segnalando al fisco le operazioni sospette di versamento contanti. L’Agenzia delle Entrate è infatti in grado oggi di incrociare i dati di tutti e quindi chiedere spiegazioni (come già accaduto) ai contribuenti.

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