Evasione fiscale: i privilegi per non pagare le tasse

Il sottile confine tra esenzione e evasione

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il sottile confine tra esenzione e evasione

In questo periodo è tornato prepotentemente di moda parlare di evasione fiscale come di una beffa ai danni dello Stato. Prospettiva più che legittima del resto. In effetti a conti fatti l’Italia sembra essere la patria degli evasori fiscali visto e considerato che, a fronte di auto di lusso, barche e altre proprietà ostentate, in tutto lo stivale solo il 2% dei contribuenti dichiara più di centomila euro lordi l’anno. Fin qui purtroppo nulla di nuovo: è un problema che va avanti da anni anche se i Governi non sono mai intervenuti in maniera veramente incisiva (e ci siamo già chiesti il perché di questa inerzia in un altro articolo). Non si tratta comunque di una novità scovata da Mario Monti e dal suo governo tecnico.

 

LE CASTE E I PRIVILEGI: TUTTI DEVONO PAGARE LE IMPOSTE TRANNE…

Ma se il numero di contribuenti è così basso non è solamente perché molte persone evadono illegalmente. C’è anche l’altra faccia della medaglia: l’Italia infatti è anche il Paese dei privilegi tenuti ben stretti e delle caste intoccabili. Non si possono toccare i parlamentari di questa legislatura, i farmacisti, i notai, i sindacalisti (esentati dai –contributi pensionistici), i tassisti (esentati ancora una volta dalle liberalizzazioni), gli avvocati, la Chiesa etc. Ogni volta che qualcuno propone di far pagare loro le tasse e li invita a rinunciare ad un qualche diritto, si solleva la protesta in nome della difesa di ideali e privilegi sacrosanti. E così a pagare sono sempre quelli che non hanno una categoria di appartenenza a cui fare appello per godere dei privilegi, ovvero i lavoratori dipendenti.

In Italia l’esenzione civile è l’unico diritto che appare veramente inviolabile, un privilegio dovuto che porta alla reazione di chi lo vede messo a rischio. Che il nostro modo tutto italiano di intendere l’esenzione non sia corretto è palese viste le tirate d’orecchie che di tanto in tanto riceviamo dall’Unione Europea. L’ultima, in ordine cronologico, è stata quella per la non corretta applicazione della Direttiva sull’IVA per le imbarcazioni.

 

L’ESENZIONE FISCALE BLOCCA LA CRESCITA DEL PAESE

Non è il concetto di base di esenzione fiscale che qui si critica, ma ovviamente ma l’abuso che lo ha trasformato in un diritto irremovibile di pochi. Ogni corporazione si fa portatrice dei propri interessi. E’ una situazione che Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera non ha esitato a definire come un blocco sociale grande quanto lo stivale stesso. E’ questo il paradosso che, a braccetto con l’evasione, ha impedito finora la crescita economica del nostro Paese: la riforma dovrebbe colpire le caste ma sono proprio queste a bloccare ab origine ogni intento riformatorio.

E non è solo una questione di economia in senso stretto: non c’è da stupirsi, date queste premesse, se il Heritage Foundation  e Wall Street Journal ci hanno posizionato al 74º posto per quanto concerne la libertà economica (anche Botswana e  Albania fanno meglio di noi).

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tasse e Tributi