Evasione fiscale e investimenti esteri: due facce della stessa medaglia

Calano gli investimenti di aziende estere in Italia.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Calano gli investimenti di aziende estere in Italia.

Quando si parla di evasione fiscale è frequente che il fenomeno riguardi i piccoli imprenditori o le persone fisiche titolari di partita iva. Tuttavia il fenomeno, soprattutto negli ultimi tempi, non  esclude dai controlli e verifiche le imprese di grandi dimensioni e le multinazionali. Basti pensare che negli ultimi tempi  la lente del fisco ha riguardato la Bosch, Jpmorgan, Goldman Sachs,Asus ed altre grosse multinazionali mondiali. I controlli sebbene non abbiano avuto, in alcuni casi, il risalto mediatico necessario risultano molto proficui per l’agenzia delle entrate. Tuttavia, secondo alcuni, le particolari attenzioni che l’amministrazione finanziaria ha posto nei confronti dei grandi gruppi internazionali non avrebbero molti effetti benefici soprattutto per quanto riguarda l’attrattiva delle multinazionali ad investire nel nostro paese. Infatti guardando al trend degli investimenti effettuati appare davvero sorprendente che negli ultimi due anni nel nostro paese i flussi degli investimenti in entrata abbiano rallentato del 53 per cento a dispetto di un meno 7 per cento fatto registrare dalla media dei paesi UE.

 

INVESTIMENTI ESTERI IN ITALIA: UN CALO INESORABILE

Ad allontanare dal nostro paese gli investimenti  esteri sono soprattutto le notevoli incertezze che gravitano attorno al diritto tributario.  Il basso livello di certezza delle norme tributarie non è sicuramente una novità nel nostro ordinamento ma negli ultimi anni tale livello è cresciuto anche a causa dell’internazionalizzazione e la crescente complessità delle norme che abbracciano anche direttive sovranazionali. Tra i problemi che maggiormente interessano le grandi azioni vi sono:

  • Le operazioni intercompany ( acquisto e vendite tra un’0azienda con sede in Italia ed un’altra sede dello stesso gruppo con base all’estero);
  • Operazioni con paesi black list,  e cioè transazioni con aziende che si trovano in paradisi fiscali, dove i controlli sono molto blandi.
  • Stabile organizzazione occulta, operazioni nelle quali la realtà imprenditoriale è nascosta.

Inoltre insieme alla contestazione tributaria l’amministrazione finanziaria ha anche il compito di verificare se vi siano risvolti penali, circostanza che si verifica nei primi due casi se la violazione supera i 2 milioni di euro, nel terzo caso anche per poche decine di migliaia di euro visto che trattasi di una variante dell’omessa dichiarazione.

Tuttavia i controlli alle aziende che fatturano oltre 100 milioni di euro pagano visto l’intensificazione dei controlli ed il gettito recuperato.

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Argomenti: Evasione fiscale