Evasione fiscale “di sopravvivenza”, nessun reato se c’è crisi

Nessun reato di evasione fiscale se le imposte non sono state pagate per problemi di liquidità dettati dalla crisi economica. La prima importante sentenza del tribunale di Venezia sull'evasione fiscale di sopravvivenza

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il

Evasione fiscale di sopravvivenza giustificata dal Fisco? Un tema che torna prepotentemente alla ribalta dopo l’estate 2013 con una recente sentenza del tribunale di Venezia che ha assolto un imprenditore impossibilitato a pagare le tasse perché in crisi economica.

Evasione fiscale di sopravvivenza: dalle parole di Fassina…

 Una sentenza quella del giudice veneziano che porterà agli onori della cronaca un tema che ha acceso l’estate italiana: l’evasione fiscale di sopravvivenza che sarebbe tollerata dal Fisco.

Qualche tempo fa infatti il viceministro all’economia, Fassina aveva avuto modo di affermare che “senza voler strizzare l’occhio a nessuno e senza ambiguità nel contrastare l’evasione fiscale, ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono molti a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno e “- ha aggiunto – “ c’è una componente dell’evasione fiscale che può essere considerata di sopravvivenza”. La pressione fiscale è alle stelle, gli italiani tra aumento Iva nottetempo, Imu, Tares, service tax, tasse locali, imposte dirette e indirette, una disoccupazione che ha raggiunto minimi storici, evadere il Fisco diventa indispensabile perchè non si ha la liquidità necessaria per adempiere. E il Fisco dovrebbe tollerare. In sostanza questo era il senso delle parole del viceministro Fassina che, all’indomani delle sue dichiarazioni, ha dovuto subito ritrattare, in considerazione anche delle critiche mosse dai suoi stessi colleghi di partito.

… alla sentenza del tribunale di Venezia

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 Senza indagare in questa sede sulla veridicità o meno delle dichiarazioni di Fassina, si segnala una sentenza molto importante del Tribunale di Venezia. La pronuncia in oggetto ha chiaramente affermato che “la crisi può giustificare l‘evasione fiscale”. Una sentenza che assolto un imprenditore accusato di non aver pagato  135 mila euro di Iva. Denunciato dall‘Agenzia delle Entrate, la difesa aveva avuto modo di dimostrare la buona fede dell’imprenditore che, per non mandare in fallimento l’azienda e tanti posti di lavoro,  decideva di non pagare l’Iva ma, saldate le fatture in questione, chiedeva la rateizzazione del debito fiscale. Una condotta legittima secondo il tribunale di Venezia che dice chiaramente che il Fisco può tollerare l’evasione fiscale di sopravvivenza.

 Quando le fatture sono state pagate” – commenta il difensore dell’imprenditore – “ questi ha chiesto e ottenuto la rateizzazione dell’Iva non versata”. Una sentenza che farà scuola in tema di evasione fiscale tollerata, è quella emessa dal tribunale di Venezia che per la prima volta in Italia “recepisce la grave situazione finanziaria delle nostre aziende alle prese, tra l’altro, con un sistema fiscale ormai inadeguato”. 

La sentenza del tribunale di Milano

E’ recente una sentenza del tribunale di Milano che si colloca sulla stessa linea di pensiero del giudice veneziano. In particolare il giudice milanese ha assolto un imprenditore, accusato di aver evaso l’Iva per 180mila euro. E’ stata così accolta la tesi della difesa, la quale sosteneva che l’imputato “non aveva versato all’erario l’imposta, a causa della difficile situazione economica dell’impresa”. 

 
Un segnale forte dell’inversione di rotta della giustizia che diventa clemente in tempo di crisi.

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi, Evasione fiscale

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