Evasione fiscale in crescita. Avvocati e insegnati privati ai primi posti

Evasione fiscale sempre nell’occhio del Fisco. Il terzo rapporto Eures fornisce nuovi dati sui furbetti dello scontrino e ricevuta fiscale

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Evasione fiscale sempre nell’occhio del Fisco. Il terzo rapporto Eures fornisce nuovi dati sui furbetti dello scontrino e ricevuta fiscale
Professionisti e artigiani. I “nuovi” evasori secondo il terzo rapporto Eures

 Evasione fiscale. La lotta al sommerso continua, mentre si snocciolano dati non certo nuovi, ma che mostrano tutta l’emergenza “evasione fiscale” in Italia, come emerge dal terzo rapporto Eures 2012 sull’evasione fiscale in Italia.

Evasione fiscale: nuovi furbetti allungano la lista

Gli 007 del Fisco hanno scovato  nuove  categorie di lavoratori, ben 52, le cui condotte non rientrano certamente nella Bibbia fiscale. Un’indagine, è bene sottolinearlo, compiuta su un campione di  1.225 italiani di 19 regioni, 94 province e 367 comuni  e i risultati che escono fuori non sono confortanti.

I “nuovi” evasori: dagli artigiani…

Docenti che danno ripetizioni private, dentisti, artigiani e non solo, anche giardinieri i falegnami,  idraulici, fabbri, muratori, tappezzieri,  elettricisti, parchettisti/pavimentisti. Il settore ristorazione è sempre oggetto dei controlli fiscali e i dati parlano chiaro: nonostante i blitz recenti, i furbetti della ricevuta e dello scontrino al bar o al ristorante ,pizzerie, pub e rosticcerie sono ancora molti.

… ai professionisti

Il mondo della libera professione non risulta certo immune dal contagio “evasione fiscale”. Maglia nera sembrerebbero aggiudicarsela gli avvocati, accusati, nel 47 per cento circa dei casi, di rilasciare la fattura o la ricevuta fiscale. Avvocati ma non sono soli. Dietologi, medici specialisti, geometri, commercialisti, notai e veterinari, con dati diversi ma comunque importanti.

La relazione della Corte dei Conti

Si aggiungono ai risultati del terzo rapporto Eures, anche le osservazioni fatte recentemente dalla Corte dei conti. Il Presidente Luigi Giampaolino in audizione alla Commissione finanze del Senato rivela che l’evasione Iva e Irap ammonta a più di 46 mld. Se poi in relazione al’Iva, si è avuto nel corso degli anni un calo contenuto, visto che si è passati  dal 40% che si registrava dieci ani fa al 30% di oggi, per quanto riguarda l’Irap, invece, «la ”propensione a non dichiarare” conferma che, anche se in diminuzione, l’evasione fiscale resta un fenomeno molto grave per il sistema tributario e l’economia del nostro Paese». Differenze sempre in tema di evasione fiscale tra Nord e Sud. Mentre il mezzogiorno e le isole “si presentano come le aree a più alto tasso di evasione (40,1% per l’Iva e 29,4% per l’Irap) a fronte di una ”devianza” pressoché dimezzata nel Nord del Paese. Le differenze di invertono se invece si guarda ai valori assoluti. Il grosso dell’evasione si concentra nelle aree in cui si realizza la quota più rilevante del volume d’affari e del reddito del nostro Paese”.

E mentre gli italiani si dichiarano favorevoli alla pena più dura per gli evasori, il carcere,  lungimiranti appaiono le parole di Squinzi, il Presidente di Confindustria che negli ultimi giorni ha lanciato un allarme “stiamo morendo di fisco”. 

La lotta all’evasione continua, ma quando il Governo penserà di ridurre davvero la pressione fiscale?

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Argomenti: Evasione fiscale

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