Età pensionabile: qual è il momento giusto per smettere di lavorare e quanto incide sull’assegno

Età pensionabile: quando smettere di lavorare e le conseguenze di una scelta sbagliata sull'importo mensile.

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Età pensionabile: quando smettere di lavorare e le conseguenze di una scelta sbagliata sull'importo mensile.

Aspettare di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipare l’età pensionabile? Fare la scelta giusta non sempre è facile. Subentrano diversi fattori tra i quali per molti lavoratori un aspetto prioritario: quanto si perde sull’assegno con l’uscita anticipata? Dare una risposta univoca è impossibile. Ecco eprché la scelta è soggettiva.

I due parametri da considerare in linea generale riguardano il risparmio accumulato e l’aspettativa di vita.

Il rapporto di United Income ha evidenziato come maggiore sarà il montante contributivo e più sarà possibile anticipare l’uscita senza pagare troppe conseguenze sull’assegno. Ancor più difficile stimare l’aspettativa di vita. Molto brutalmente la considerazione da fare è la seguente: sulla carta chi ha ragione di credere che non vivrà oltre i 70-80 anni, dovrebbe puntare a smettere di lavorare prima in modo da godere più a lungo dei benefici pensionistici e previdenziali.

Stando ai dati della Social Security Administration (che riguardano i lavoratori americani ma il cui principio generale si può esportare anche per considerazioni in Italia), l’aspettativa di vita si è allungata. Trascorrendo più anni in pensione, potrebbe avere senso rimandare l’uscita. In questo scenario l’obiettivo dovrebbe essere quello di concentrare i risparmi fino ai 60 anni in modo da accrescere la pensione futura. Ma come prevedere quanti anni si trascorreranno in pensione? E’ una previsione sul futuro difficile da fare.

Sono peraltro considerazioni teoriche che, purtroppo, spesso si scontrano con la realtà dei fatti.

Se tutti effettuassero la scelta ponderata più saggia in base al proprio caso, conclude l’analisi, il tasso di povertà tra gli americani anziani scenderebbe da circa il 13% al 7 per cento.

Smettendo di lavorare al momento giusto, più della metà dei pensionati potrebbe contare su un aumento del reddito personale di oltre il 25% nell’arco della vita che va tra i 70 e gli 80 anni.

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