Età pensionabile e assegno Inps, ecco cosa potrebbe cambiare

Età pensionabile ridotta a 62 anni ma con un taglio dell'assegno Inps dell'8%. Ecco le ipotesi al vaglio del Governo per le modifiche alla riforma pensioni

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Età pensionabile ridotta a 62 anni ma con un taglio dell'assegno Inps dell'8%. Ecco le ipotesi al vaglio del Governo per le modifiche alla riforma pensioni

Età pensionabile ridotta a 62 anni ma pagando delle penalità. E’ questa l’ipotesi più accreditata allo studio del Governo Letta per ciò che riguarda le modifiche alla riforma pensioni Fornero, contenuta nel decreto salva Italia.

Riforma pensioni Fornero: modifiche al vaglio del Governo

Dopo il decreto sugli eco bonus, quello che ha sospeso il pagamento della prima rata Imu di giugno solo per i possessori di prima casa, il decreto “del fare” e il recente D.

L. occupazione, un altro provvedimento è al vaglio dell’Esecutivo guidato da Letta e  riguarda le modifiche alla riforma pensioni Fornero, del decreto salva Italia, il D.L. n. 201/11 convertito in legge n. 214 del 2011.

Età pensionabile 62 anni

Se la riforma Fornero ha allontanato l’età pensionabile per donne e uomini, nel settore privato e in quello pubblico, sconvolgendo il sistema  previdenziale italiano, ora il Governo Letta con il ministro del lavoro e delle politiche sociali, Enrico Giovannini, d’intesa con il titolare del Dicastero dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, studia le possibili modifiche alla riforma pensioni Fornero.

Assegno Inps ridotto

L’ipotesi più accreditata nelle ultime ore riguarda la riduzione dell’età pensionabile, dagli attuali 66 anni ai 62, ma con delle penalità, ossia una riduzione del’assegno pensionistico ( si veda il nostro articolo Pensione anticipata, ecco come cambierà). In particolare si starebbe verificando la possibilità di tagliare l’età pensionabile a 62 anni, con un assegno pensionistico ridotto dell’8% ,  del 6% per chi lavora fino a 63 anni, del 4% per chi  va in pensione a 64 e così via, mentre per chi lavora fino a 67 anni il premio sarebbe un aumento dello stesso assegno Inps del  2%, che sale al 4% per chi rimane al lavoro fino a 68 anni. 

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Età pensionabile a 62 anni e assegno Inps ridotto: i nodi da sciogliere

I problemi che si sovrappongono però sulla strada dei ritocchi alla riforma pensioni Fornero,  riguardano da una parte  le risorse necessarie, visto che i conti pubblici sono attualmente in sofferenza, in un momento in cui si cerca quel miliardo, forse due, per garantire il tanto atteso rinvio dell’aumento Iva ad ottobre o gennaio 2014.

Dall’altra parte c’è da considerare anche il fatto che come hanno dimostrato recenti studi della Ragioneria Generale dello Stato, per effetto della riforma pensioni 2012, dell’ex ministro Fornero che ha allontanato l’accesso all’età pensionabile per tutti i lavoratori, molti di questi riceveranno anche un assegno pensionistico molto basso. Basti prendere il caso dei lavoratori autonomi che, secondo il Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato ( si veda il nostro articolo  Assegno Inps sempre più basso. E’ l’effetto Fornero), potranno avere un assegno Inps non superiore al 50 e in alcuni casi al 60 per cento dell’ultima retribuzione. Prevedere un’ulteriore riduzione dell’assegno per abbassare l’età pensionabile a 62 anni, non sarà certo un operazione indolore.

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