Estromissione 2020: dubbi sul 31 maggio per la scelta

La scelta di estromettere dalla sfera imprenditoriale gli immobili strumentali posseduti al 31 ottobre 2019 potrebbe slittare al 30 giugno

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La scelta di estromettere dalla sfera imprenditoriale gli immobili strumentali posseduti al 31 ottobre 2019 potrebbe slittare al 30 giugno

Entro il 31 maggio prossimo andrebbe messo in atto il comportamento concludente per dar luogo alla scelta di estromettere dall’impresa gli immobili strumentali posseduti alla data del 31 ottobre 2019. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo visto che l’art. 62 comma 1 del D. L. n. 18 del 2020 (decreto Cura Italia) a causa dell’emergenza Covid-19 in cui si trova il nostro Paese ha sospeso e rinviato gli adempimenti tributari cadenti nel periodo che va dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020.

E’ stata la Legge di bilancio 2020 (comma 690 Legge n. 160 del 2019) a prevedere una nuova edizione per l’estromissione dopo quelle degli anni passati. La disposizione ammette la possibilità di escludere dal patrimonio dell’impresa individuale gli immobili strumentali (per destinazione o per natura) posseduti al 31 ottobre dello scorso anno. Si tenga presente che ammessi al beneficio restano solo le imprese individuali (esclusi, quindi, società, lavoratori autonomi ed ENC). Si tratta di un’opzione che comporta il versamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, addizionali ed IRAP, nella misura dell’8% da calcolarsi sulla differenza tra il valore normale ed il valore fiscale dell’immobile oggetto di estromissione. Il versamento di quanto dovuto è da farsi in due rate con scadenza, rispettivamente, il 30 novembre 2020 (60% dell’imposta dovuta) e il 30 giugno 2021 (40%).

 

Vale l’indicazione nel Modello Redditi

La scelta di estromettere, secondo quanto espressamente previsto dalla normativa, va fatta con comportamento concludente entro il 31 maggio prossimo con effetto retroattivo al 1° gennaio 2020 (l’immobile fuoriesce dalla sfera imprenditoriale a decorrere dalla predetta data). Per comportamento concludente può intendersi ad esempio la registrazione in contabilità dello storno del fondo ammortamento e dell’autofattura che va emessa (l’operazione, infatti, dal punto di vista IVA si configura come operazione di autoconsumo). Come anticipato la data del 31 maggio, ad ogni modo, non è più così ferma poiché potrebbe trovare applicazione la previsione normativa contenuta nel richiamato art. 62 del decreto Cura Italia, ai sensi del quale “i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020”. Il comma 6 dello stesso articolo stabilisce poi che gli adempimenti sospesi ai sensi del comma 1 sono effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni. Stando a ciò, dunque, il termine entro cui andrebbe eseguita la scelta di estromissione slitterebbe al 30 giugno anche se servirebbe un chiarimento ufficiale a tal proposto da parte dell’Amministrazione finanziaria. Occorre inoltre anche osservare che il comportamento concludente è si l’adempimento necessario per dar luogo all’opzione ma quest’ultima non si perfeziona con la sola scelta e con il versamento dell’imposta sostitutiva. Infatti, il perfezionamento del beneficio avverrà solo con l’indicazione nel Modello Redditi Pf//2021 (anno d’imposta 2020) dei valori normale e fiscale del bene estromesso e dell’imposta sostitutiva dovuta.

Chiarimenti in merito all’estromissione delle edizioni trascorse sono contenuti nella Circolare n. 26/E del 2016 e nella Circolare n. 8/E del 2019.

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