Esodati, sesta salvaguardia in arrivo. DDl passa alla Camera

Un'altro provvedimento di salvaguardia per 32mila esodati è in arrivo ma serve una soluzione strutturale, come ha dichiarato Damiano, il presidente della Commissione lavoro

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Un'altro provvedimento di salvaguardia per 32mila esodati è in arrivo ma serve una soluzione strutturale, come ha dichiarato Damiano, il presidente della Commissione lavoro

Via libera della Camera alla proposta di legge sugli esodati che passa ora all’esame del Senato. Sostanzialmente riscritto dopo l’approvazione di un emendamento del Governo in Commissione, il provvedimento prevede la sesta salvaguardia per 32.100 “salvaguardati”.

 Esodati: nuova salvaguardia

E’ stato approvato infatti dalla Commissione lavoro alla camera guida da Cesare Damiano, l’emendamento  Governo che amplia il numero dei salvaguardati a 170 mila, garantendo tutele ad altre 32 mila persone, rimaste senza stipendio e pensione.

Sono stati invece bocciati i subemendamenti.  L’emendamento del Governo in pratica prevede lo slittamento a gennaio 2016 (rispetto al termine oggi fissato al gennaio 2015) dei termini per il riconoscimento di tutti i profili di tutela aperti, consentendo così l’allargamento della platea dei beneficiari ad una nuova categoria rappresentata dai lavoratori per i quali la condizione di “esodato” discenda dalla pregressa cessazione di un rapporto di lavoro a tempo determinato. Secondo le stime del Governo questa sesta salvaguardia dovrebbe interessare 32.100 persone.

Il commento di Cesare Damiano

Commenta a caldo dal suo sito, Cesare Damiano, presidente della commissione, da sempre in prima linea per gli esodati e quota 96: “Oggi in Aula, alla Camera, è iniziata la discussione generale sul problema degli “esodati”. Il Partito Democratico ritiene questa sesta salvaguardia, contenuta nell’emendamento del Governo, un altro passo avanti, anche se non risolutivo. Numeri alla mano significa consentire l’accesso alle regole pensionistiche ante-Fornero ad altri 32.100 lavoratori. In questo modo il totale dei salvaguardati sale a 170.000 persone, con un impegno di spesa superiore agli 11 miliardi di euro”. Ma le cose da fare sono tante e l’impegno del governo deve essere indirizzato a trovare una soluzione strutturale al problema. “La promessa del ministro Giuliano Poletti” – continua Damiano – “ di proporre nella prossima legge di Stabilità una soluzione strutturale di riforma del sistema pensionistico, rappresenta la giusta strada da imboccare. La battaglia del PD continuerà perché non è accettabile che decine di migliaia di persone senza reddito vengano abbandonate al loro destino e ingrossino le fila dei nuovi poveri. Il nostro impegno è anche rivolto a risolvere gli errori dei Governi Berlusconi e Monti su ricongiunzioni, macchinisti delle ferrovie e Quota 96 degli insegnanti.

Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, faccia della questione previdenziale una delle priorità politiche del suo Governo”.

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