Esodati: questione chiusa?

L'emendamento alla legge di stabilità 2013 risolve la questione esodati. Ma le critiche insorgono. E' detta davvero la parola fine?

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L'emendamento alla legge di stabilità 2013 risolve la questione esodati. Ma le critiche insorgono. E' detta davvero la parola fine?

 Esodati ultime notizie con la legge di stabilità 2013 che trova le risorse con il Fondo ad hoc. Un riassunto è fondamentale, ode evitare di perdersi.

Esodati: il sub emendamento alla legge di stabilità 2013

Nel pacchetto degli emendamenti di natura fiscale alla legge di stabilità 2013, 10.130 ex lavoratori sono interessati dalla nuova salvaguardia. Dopo un tira e molla di notizie sul nodo copertura finanziaria,  ieri è stati approvato l’emendamento alla legge di stabilità firmato dai relatori Renato Brunetta e Pierpaolo Baretta  che estende la tutela ad altri lavoratori esodati, non toccati dai primi due decreti esodati.

Chi sono i nuovi esodati

Si tratta, in particolare, di 1.800 lavoratori in mobilità ordinaria a seguito della sottoscrizione, entro il 31 2011, di accordi non governativi in base ai quali è scattato il licenziamento entro il settembre scorso. 5.300 sono invece gli esodati che hanno cessato il vecchio contratto entro fine giugno 2012 e hanno trovato successivamente solo impieghi temporanei che hanno prodotto un reddito annuo non superiore ai 7.500 euro. A questi si aggiungono 2.440 con la prosecuzione volontaria dei versamenti che hanno lasciato il lavoro e che, pure, hanno avuto successivi contratti solo a termine e 760 con la mobilità in deroga e chiusura del vecchio contratto entro fine settembre.

Il Fondo esodati

100 milioni annui è la copertura finanziaria prevista per la tutela dei nuovi esodati. Un fondo che vedrà la luce con la legge di stabilità 2013. Spetterà all’Inps monitorare il tutto e se la copertura dovesse risultare inadeguata scatterà la clausola di salvaguardia.

La clausola di salvaguardia

La clausola di salvaguardia esodati consiste nel blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a poco meno di 3mila euro per gli anni 2014 e 2015. Un risparmio di ben 270 milioni, che andranno a coprire l’ampliamento della platea degli esodati. Le reazioni non si sono fatte attendere. ManagerItalia – la federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato – attacca questo presunto compromesso al ribasso, che penalizza soprattutto manager in pensione, con più di 3mila euro lordi al mese.

Reazioni critiche

Guido Carella, presidente di ManagerItalia, spiega che «pensare di bloccare l’indicizzazione delle pensioni oltre sei volte il minimo Inps è una scelta sbagliata e ingiusta.

L’ennesima dimostrazione che lo Stato italiano preferisce frugare nelle tasche dei contribuenti onesti, anziché impegnarsi a recuperare i tesori accumulati da chi beneficia dei privilegi, degli sprechi, dell’evasione e dell’inefficienza dello Stato». E continua affermando che”ancora una volta per trovare soldi si colpisce sempre e solo chi nell’immaginario collettivo viene fatto passare per “privilegiato” e invece, pensionato o dipendente attivo, e ha la sola colpa di prendere retribuzioni e pensioni commisurate a responsabilità e rischi, nel primo caso, e versamenti fatti, nel secondo. E non può essere che così, visto che l’87% dei dichiaranti Irpef sono dipendenti o pensionati e il loro peso sale al salire del reddito”.

Capitolo esodati chiuso quindi? Si spera di sì.”È stato fatto un importante passo avanti”, ha detto il viceministro al Lavoro e alle politiche sociali, Michel Martone, che ha seguito passo passo la trattativa finale.

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