Esito visita fiscale, la parola del lavoratore contro quella del medico: quale vale?

Visite fiscali: irreperibilità o esito negativo. Parola del dipendente in malattia contro quella del medico Inps: chi ha ragione? Si può fare querela di falso?

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Se il medico fiscale dichiara che il lavoratore non era reperibile alla visita fiscale realizzata durante le fasce orarie di reperibilità o prevede una diagnosi contraria a quella del medico di base e che di fatto smentisce la malattia o ne riduce i giorni, che fare? Si può querelare per falso il medico Inps? Vale la parola del lavoratore contro quella del medico o servono prove?

Visita medica non effettuata o lavoratore irreperibile: querela di falso?

Supponiamo il caso, per fortuna non frequente, del medico Inps che dichiari di non aver trovato in casa il dipendente malato in occasione dei controlli oppure di non aver saputo dove citofonare perché l’etichetta con il nome non era leggibile.

Il principio generale, come abbiamo visto più volte, vuole infatti che il lavoratore metta in pratica tutte le accortezze per essere concretamente reperibile. Ciò significa che il medico Inps deve essere messo nelle condizioni di poter effettuare con successo la visita di controllo. Non solo quindi il dipendente in malattia deve essere a casa durante le fasce di reperibilità ma è suo onere fare in modo che numero civico, citofono e tutto quanto altro serva per fare arrivare a destinazione il medico, assolva al suo compito correttamente. Ma può succedere che, nonostante questo, il lavoratore si trovi nella cassetta della posta il messaggio del medico Inps che dichiara l’irreperibilità.

Ebbene se si vuole andare fino in fondo in questi casi, l’unica cosa da fare è procedere formalmente con querela di falso. Questo perché il messaggio con cui il medico dichiara l’irreperibilità, ha valore di atto pubblico e, come tale, può essere contestato solo con atto di querela di falso e relative prove che ne dimostrano la falsità. Le prove sono a carico del lavoratore in malattia. Documentazione fotografica o testimonianza dei vicini o condomini possono in questo caso essere di aiuto per dimostrare che si era in casa e che il citofono funzionava correttamente e il proprio nome era ben leggibile sull’etichetta al portone etc.

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