Esenzione Iva per aghi e provette, serve il parere dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Per poter usufruire delle agevolazioni Iva, occorre procedere alla corretta classificazione merceologica dei dispositivi considerati necessari per il contenimento dell’emergenza da Covid.

di , pubblicato il
Per poter usufruire delle agevolazioni Iva, occorre procedere alla corretta classificazione merceologica dei dispositivi considerati necessari per il contenimento dell’emergenza da Covid.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 470/E del 14 ottobre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito alla disciplina IVA agevolata in relazione alle cessioni di determinati beni considerati necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. La disciplina è prevista dall’articolo 124 del decreto rilancio.

In particolare, l’istante chiede se tale agevolazione sia applicabile alle cessioni di aghi e provette sterili utilizzate anche per i test sierologici per la diagnosi COVID-19.

Quesito del contribuente

L’istante è una società che opera nel campo delle forniture all’ingrosso di articoli medicali, sia in campo pubblico (Aziende Sanitarie) che in campo privato (case di cura e laboratori di analisi cliniche).

Gli articoli trattati sono principalmente:

  • strumentazione per accesso vascolare;
  • provette sterili.

Tali prodotti sono utilizzati per tutti gli esami diagnostici su sangue, compresi i test sierologici per la diagnosi COVID-19.

L’istante chiede se la cessione di tali dispositivi possa essere effettuata, sino al 31 dicembre 2020, in esenzione di IVA e partire dal 1° gennaio 2021, con applicazione dell’aliquota IVA del 5 per cento come previsto dall’articolo 124 del Decreto Rilancio, a prescindere dall’utilizzo dei beni stessi.

È infatti impossibile, spiega l’istante, al momento dell’acquisto accertare se il dispositivo è destinato al trattamento di pazienti Covid-19 o a pazienti con altre patologie.

Esenzione Iva, occorre la corretta classificazione merceologica dei dispositivi

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la circolare n.12/D del 30 maggio 2020, ha precisando che l’elencazione contenuta al comma 1 del citato articolo va intesa come tassativa e non meramente esemplificativa, e ha provveduto a individuare anche i codici TARIC dei beni agevolati, da utilizzare ai fini dell’importazione degli stessi.

Nell’elenco non figurano i codici TARIC specifici per gli aghi nonostante quest’ultimi siano inclusi nell’elenco, allegato alla decisione delle Commissione UE, che li inserisce alla voce “10. Medical Consumables”, insieme ai “vascular access kits”.

Occorre dunque, spiega l’Agenzia delle Entrate, procedere alla corretta classificazione merceologica dei dispositivi oggetto di questo interpello.

A tal fine, il contribuente deve richiedere apposito accertamento tecnico all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Articoli Correlati

Cessione di mascherine “generiche”: non si applica l’esenzione IVA

Cessione beni anti-Covid-19: esenzione IVA fino al 31 dicembre 2020

Argomenti: ,