Ero a casa ma il postino ha lasciato l’avviso di giacenza senza citofonare: è una prassi legittima?

Il postino non può esimersi dal citofonare anche se firma al posto del destinatario: che cosa fare in caso di giacenza

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Il postino non può esimersi dal citofonare anche se firma al posto del destinatario: che cosa fare in caso di giacenza

Oggi siamo tutti, salvo rare eccezioni, chiamati a restare a casa. E se in un famoso film del 1981 “Il postino suona sempre due volte” oggi alcuni lettori segnalano che non suona affatto. “Ero a casa ma il postino senza citofonare ha lasciato l’avviso di giacenza alle poste“. L’associazione Aduc ha raccolto le lettere e le testimonianze di molti utenti. Sappiate in primo luogo che si tratta di una prassi non legittima che non risponde né alle regole ordinarie né alle misure straordinarie emanate per far fronte all’emergenza coronavirus. Anzi, in questo momento l’obiettivo deve essere quello di ridurre al minimo la necessità di uscire di casa e le code presso gli uffici postali.

Il 17 marzo scorso il decreto cura Italia ha messo dei paletti anche alla libertà di Poste e postini di firmare in vece del destinatario o di lasciare avvisi di giacenza senza citofonare. Il decreto autorizza i postini a consegnare raccomandate, assicurate, pacchi e atti giudiziari citofonando al destinatario, rendendolo consapevole della consegna e solo allora firmare la cartolina di ritorno lasciando il plico nella buca delle lettere. In altre parole modalità diverse attuate prima del 17 marzo potrebbero essere illegittime.

E’ bene che gli utenti ne abbiano consapevolezza per conoscere i propri diritti: avvisi consegnati come sopra descritto possono essere oggetto di contestazione di fronte al giudice.

Aduc assiste i consumatori anche in questo servizio ricordando le conseguenze di certe prassi non autorizzate:

– il destinatario sarà costretto ad “assembrarsi” davanti ai pochi uffici postali aperti per ritirare la propria raccomandata/pacco/atto giudiziario così esponendo sé e gli altri (operatori degli uffici postali compresi) al rischio di contagio;
– se invece decide di rinunciare al ritiro o di posticiparlo a tempi migliori la notifica sarà effettuata per compiuta giacenza dopo 10 giorni, con gravi conseguenze sia sostanziali che processuali sui propri diritti

Per questo nella pagina si invitano gli utenti che abbiano subito simili disservizi suggeriamo di:
– segnalare ad Aduc quanto accaduto;
– presentare reclamo a Poste italiane;
– denunciare l’accaduto sia ad Agcom che all’Antitrust.

Poste italiane dal canto suo dovrà chiarire se si sia trattato dell’iniziativa di alcuni postini, che in questo caso dovranno essere sanzionati per il loro comportamento.
Se invece così non fosse, ovvero se i postini si siano adeguati a direttive dell’azienda non ufficiale, scatterebbe da parte dell’associazione denuncia all’Antitrust  e all’Agcom.

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