Equitalia: suicidi degli insolventi e ombre sul sistema

Gli imprenditori non devono lasciarsi pignorare anche la dignità: Equitalia non è invincibile

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Gli imprenditori non devono lasciarsi pignorare anche la dignità: Equitalia non è invincibile

Purtroppo la cronaca recente riporta molti casi di suicidi disperati compiuti come gesto estremo da persone dichiarate insolventi dal nostro sistema fiscale. L’ultimo in ordine cronologico è avvenuto nei giorni scorsi a Padova ma purtroppo, come ben sappiamo, non si tratta che dell’ennesimo caso di una serie troppo lunga e soprattutto inaccettabile, soprattutto se si considerano le ragioni alla base del dramma.

 

Pignoramenti Equitalia: come uccidere le aziende

Quello che sta succedendo non può non spingere ad una valutazione critica del modo di agire di Equitalia. Queste le considerazioni alla base dell’editoriale Dossier Equitalia pubblicato sul sito nocensura.com. In base alle normative approvate di recente Equitalia può pignorare e mettere all’asta immobili anche dopo due soli mesi dall’ingiunzione. I prezzi di base delle aste sono notevolmente inferiori al valore del mercato e rappresentano un business per gli speculatori. E se fortunatamente solo in casi rari si arriva a gesti estremi come il suicidio, la sensazione generale è quella di una non tranquillità da parte dei contribuenti. In una società civile lo Stato dovrebbe sostenere le aziende per facilitarne la sopravvivenza (anche nel suo interesse). Al contrario nell’immaginario collettivo Equitalia diventa una macchina assetata di soldi che non si ferma di fronte a nulla. Anche per un debito modesto si rischia di subire il fermo amministrativo dell’automobile mentre penali e tassi di interesse trasformano una cifra contenuta in un importo fuori dalle proprie possibilità. In un clima di vessazioni autorizzate molti sono i casi di depressione e stato d’ansia.

Non si tratta di una situazione nuova anche se inevitabilmente la crisi economica da un lato e l’aumento del gettito fiscale dall’altro, hanno colpito ulteriormente un equilibrio precario.

 

I suicidi per insolvenza: vergogna di Stato

Il 26 Febbraio 2010 un europarlamentare del gruppo PPE presentò  un’interrogazione scritta alla commissione avente ad oggetto proprio i “crescenti episodi di suicidi per insolvenza” da parte di piccoli e medi imprenditori. Il 19 aprile dello stesso anno la commissione, nella risposta ufficiale, prometteva di intervenire in questa direzione. Ma a distanza di due anni nulla è cambiato.

 

Debole con i grandi: il caso di Valentino Rossi

Ma quello che è più frustrante per i cittadini è non riscontrare la stessa intransigenza per i debitori di grandi cifre, che spesso arrivano ad accordarsi pagando solo piccole percentuali di quanto effettivamente dovuto. Clamoroso il recente caso di Valentino Rossi: il campione di moto Gp rischiava una multa di 240.000.000 euro per aver nascosto al Fisco circa 60.000.000 euro mentre, grazie all’intervento dei legali, ha patteggiato la cifra di 19.000.000 euro. Ma certamente non si tratta di un caso isolato e Valentino Rossi non è l’unico fortunato privilegiato con cui Equitalia è scesa a compromessi.

La situazione riguarda molti più cittadini di quelli che emergono alla cronaca per reazioni disperate: basti pensare che, nella sola provincia di Lucca (secondo quanto reso noto dalla Codacons) sono state spedite più di 22 mila cartelle esattoriali. La via per uscirne è quella di non cedere alla vergogna di ammettere di avere problemi economici e non lasciarsi pignorare anche la dignità. Bisogna avere il coraggio di rendere pubbliche le proprie storie e non di celarle nell’omertoso silenzio.

 

 

 

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi