Equitalia più umana: aggio di riscossione verso la riduzione

Il governo cerca di rendere più presentabile Equitalia, mentre le regioni premono per la regionalizzazione della riscossione

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il governo cerca di rendere più presentabile Equitalia, mentre le regioni premono per la regionalizzazione della riscossione

Una recente protesta contro Equitalia

Dopo i recenti attacchi, sia verbali sia fisici, subiti da Equitalia il Governo vaglia le possibili misure che possono portare ad un fisco più umano ed ad un miglioramento della macchina della riscossione.

 

Di chi è Equitalia

Ricordiamo che il concessionario della riscossione, Equitalia, è una società per azioni a capitale interamente pubblico, partecipata al 51 per cento dall’Agenzia delle Entrate ed al 49 per cento dall’Inps. La società è nata nel 2005 ed opera su tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Sicilia ( nella regione opera l’Agenzia Riscossione spa, controllata dal Monte dei Paschi di Siena). Equitalia si avvale di 17 agenti di riscossione, operanti sull’intero territorio nazionale, che hanno compiti operativi in relazione alla riscossione dei tributi, alla gestione degli sportelli ed alle relazioni con i contribuenti.

 

La proposta delle regioni: la regionalizzazione di Equitalia

L’efficacia di tale organizzazione è ora allo studio dei tecnici di Via XX Settembre. Recentemente diversi soggetti, compresi esponenti politici, hanno messo in luce alcune criticità del sistema. Ad esempio, il governatore della regione Veneto, Zaia, ha promosso una riforma con l’obiettivo di regionalizzare a società di riscossione. Lo stesso ha dichiarato che da mesi è pronto il disegno di legge per realizzare tale obiettivo e dare vita ad EquiVeneto, una società carattere regionale che opera tenendo conto delle criticità presenti a livello locale. In piena linea con il federalismo fiscale, Zaia propone quindi la costituzione di diverse società a carattere regionale per svolgere le funzioni di riscossione, ( sistema che tra l’altro già vigeva prima della costituzione di un’agente unico a livello nazionale) in modo tale da poter meglio tenere conto delle specificità e delle esigenze locali. Tra i primi obiettivi di riforma, secondo il governatore veneto, vi è sicuramente quello di ridurre l’aggio del 9 per cento che attualmente viene applicato da Equitalia. Dopo occorrerebbe anche agire in modo da evitare inutili lungaggini che portano solo ad aggravi dei costi per i contribuenti. Infine occorre introdurre dei controlli in modo da evitare le cosiddette cartelle pazze, errori da parte del sistema che generano ansia e cattiva pubblicità.

 

Riforma Equitalia: governo vorrebbe la riduzione dell’aggio di riscossione 

Sul tema della riduzione dell’aggio di riscossione si è anche concentrato il lavoro dei tecnici del ministero dell’Economia, che vorrebbero introdurre un taglio dell’aggio prima della piena attuazione delle norme contenute nel decreto Salva Italia. L’esecutivo pensa ad un taglio di due punti percentuali, che porterebbe l’aggio al 7 per cento dall’attuale 9 per cento. Con ogni probabilità la misura sarà presa entro Giovedì, giorno in cui il premier Monti farà visita ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, al fine di sostenere tutti i dipendenti, che negli ultimi giorni sono stati bersaglio di contestazione. Insieme ad una riscossione meno onerosa, il Presidente del Consiglio, spera anche di varare altre misure come quella concernente la compensazione dei crediti della P.A. con le somme pretese attraverso cartelle esattoriali.

Le due misure non avranno sicuramente caratteri di riforma o di soluzione del problema, ma rappresentano sicuramente un beneficio per chi è tenuto a pagare dei tributi pregressi. Per quanto riguarda l’aggio, l’importo del 9 per cento sull’importo iscritto a ruolo rappresenta il contributo dovuto ad Equitalia per il servizio di riscossione effettuato. Nei primi 60 giorni il costo dell’aggio è ripartito tra contribuente e debitore ( se questo paga entro il termine il costo per il debitore è del 4,65 per cento mentre per lo Stato è del 4,35 per cento). Tali importi, insieme a quelli dovuti per i rimborsi, saranno comunque rivisti, come disposto dal decreto Salva Italia. Infatti il decreto dispone che l’aggio in futuro sarà calcolato annualmente è sarà fissato ad una percentuale delle somme iscritte a ruolo riscosse e dei relativi interessi di mora ( attualmente pari al 5 per cento). La misura dell’aggio verrà calcolata dai tecnici del ministero in virtù anche di altri specifici parametri ( il numero delle riscossioni coattive azionate, i carichi annui affidati all’agente di riscossione, l’efficienza e la riduzione dei costi di Equitalia).

 

Rimborso Equitalia: le idee del governo

Per quanto riguarda i rimborsi invece, si prevede di fissare l’importo non in una percentuale generica delle spese delle procedure attuate ( come adesso ), ma bensì sulla base degli specifici oneri connessi allo svolgimento delle singole procedure. La riforma prevista dal decreto Salva Italia dovrà entrare in vigore non dopo il 1° gennaio 2014, data in cui le nuove disposizioni dovrebbero portare maggiore equità all’interno del sistema. Resterà immutata l’agevolazione che prevede costi ridotti per il debitore se il pagamento avviene entro i primi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale ( in questo caso il contribuente pagherà il 52 per cento dell’aggio totale).

 

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Argomenti: Tasse e Tributi

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