Equitalia: la rateazione rischia di mandare in default imprese e contribuenti

Quali sono i punti deboli del nuovo piano di rateazione di Equitalia?

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Quali sono i punti deboli del nuovo piano di rateazione di Equitalia?

In un comunicato stampa odierno di Confedercontribuenti si evidenzia i nuovi effetti del nuovo sistema di rateazione vadano a ledere gli interessi si imprese e contribuenti poichè riguardava soltanto chi era decaduto dalla precedente rateazione. Ora che molte imprese e contribuenti, non decaduti,si trovano nell’impossibilità di pagare le cartelle Equitalia non possono accedere al nuovo piano di rateazione, le cui domande potevano, tra l’altro essere inoltrate entro il 23 novembre scorso.

Riportiamo in versione integrale il Comunicato Stampa in oggetto.  

Roma, 23/02/2016 – “Ma il legislatore italiano, si rende conto dei guai che combina sistematicamente?”  a chiederselo è il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, dopo che si stanno verificando i primi effetti del nuovo sistema di rateizzazione.

Il decreto che prevedeva la nuova possibilità di rateazione delle cartelle Equitalia rispondeva ad una specifica richiesta della commissione Finanze della Camera e riguardava i contribuenti che non erano stati in grado di completare il pagamento del piano rateale precedente delle cartelle pendenti. Le somme non ancora versate potevano essere oggetto di un nuovo piano, ripartito in un massimo di 72 rate.

Per accedere, inoltre, bisognava presentare domanda a Equitalia, entro il 23 Novembre 2015.

Il problema, però, si è posto ora per migliaia di imprese e contribuenti che seppur in difficoltà a pagare non erano decaduti dalla precedente rateizzazione, alla data prevista nella norma: Oggi non potranno ottenere i benefici previsti dalla normativa.

“Per poter ottenere una nuova rateizzazione dovrebbero pagare lo scaduto del vecchio piano tutta in un’unica soluzione. Insomma una norma che rischia di creare un default per le imprese, e su cui il legislatore deve intervenire con estrema immediatezza – conclude Finocchiaro, altrimenti saltano le imprese e il fisco non recupera nulla, con l’aggravante che molte di esse non potranno più ottenere neanche la regolarità contributiva”.

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