Equitalia critica Beppe Grillo. Evasione: analisi sanzioni in Europa

I dirigenti di Equitalia hanno criticato l'umorismo di Beppe Grillo sulla reazione della gente alla riscossione delle imposte, ma da una statistica risulta che proprio l'Italia è il Paese meno severo contro chi non paga le tasse.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
I dirigenti di Equitalia hanno criticato l'umorismo di Beppe Grillo sulla reazione della gente alla riscossione delle imposte, ma da una statistica risulta che proprio l'Italia è il Paese meno severo contro chi non paga le tasse.

Lo scorso dicembre un pacco bomba era stato consegnato presso un ufficio di Equitalia, poco dopo presso la sede di Lecce sono stati affissi dei manifesti funebri rivendicati da Forza Nova. Nei giorni scorsi i riflettori si sono riaccesi sull’ente generale di riscossione crediti dello Stato in seguito alla provocazione di Beppe Grillo, che ha giustificato in un’ottica di esasperazione per l’attività esattrice senza scrupoli e ai limiti del disumano, le critiche contro l’ex Gerit. Il comico genovese non ha usato mezzi termini sul suo blog:

«Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano. Se non paga l’ingiunzione ‘entro e non oltre’ non sa più cosa può succedergli. Non c’è umanità in tutto questo e neppure buon senso. Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza».

Pronta la reazione del  presidente di Equitalia, Attilio Befera, che ha condannato interventi di questo tipo in un momento già critico per il Paese. L’umorismo, dice Befera, non può andare a discapito di chi compie ogni giorno il proprio lavoro al servizio della collettività.

E se c’è chi, come l’europarlamentare del Pd Deborah Serracchiani, ha accusato Grillo di far leva sul malcontento per fare interventi di pura demagogia, è innegabile che le parole del performer bruciano sulle ferite di molti contribuenti.

Ma come deve regolarsi il cittadino medio? Sicuramente l’evasione fiscale non è la risposta ma è giusto avere la consapevolezza dei limiti del proprio sistema tributario, soprattutto se paragonato ad altri modelli europei.

Le note dolenti dell’attività esattrice di Equitalia del resto, non riguardano l’an ma il quomodo: ad esempio i tassi di interesse che raggiungono le cartelle esattoriali, la  messa all’asta delle prime case di soggetti mor0si o l’impossibilità per le imprese di richiedere la compensazione di debiti e crediti con lo Stato.

E allora se violente sono le reazioni sovversive, se violento è l’intervento discorsivo di Beppe Grillo e se violento nei modi è il modus operandi di Equitalia è evidente che qualcosa di sbagliato su cui riflettere c’è.

 

IN ITALIA C’E’ EQUITALIA: E ALL’ESTERO?

Da quando è subentrato il Governo tecnico ci sentiamo spesso paragonati, quantomeno in materia fiscale, ai vicini tedeschi: i crucchi appaiono più diligenti e dotati di maggiore senso civico rispetto a noi. Aldilà dei luoghi comuni facilmente smontabili: possono essere le dure realtà poste sullo stesso piano e diventare così termini di paragone l’una dell’altra?

Intuitivamente sappiamo che nel Nord Europa l’evasione fiscale è meno diffusa: ma svedesi e norvegesi hanno i nostri stessi servizi pubblici a disposizione?

Si potrebbe obiettare che questo ragionamento funziona come il cane che si morde da solo la coda ed è difficile individuare quale sia il rapporto causa effetto tra evasione e mancanza di servizi pubblici.

Conviene allora impostare il discorso su un’analisi obiettiva e imparziale delle differenze tra il sistema di riscossione italiano e quello estero, Paese per Paese.

 

A spingersi verso questa riflessione sono state le parole dello stesso Attilio Befera, che ha definito le regole del fisco italiano più “tenere rispetto agli altri”. E’ proprio vero?

Italia: i tempi prima che venga attuato un processo esecutivo sono relativamente lunghi. Dalla prima richiesta di pagamento passano 60 giorni per il saldo. In caso di mancata attivazione del contribuente solitamente occorrono altri 30 giorni per il conferimento dell’incarico ad Equitalia. Prima dell’azione di recupero passano altri 180 giorni. Se il contribuente si dimostra disponibile a pagare può richiedere la rateizzazione del debito fino a 6 anni, corrispondenti a 72 rate. Alle comunicazioni scritte fanno seguite due possibili procedure coattive a seconda dei beni aggredibili e dell’entità del debito:  il fermo amministrativo del veicolo (ovvero le ‘ganasce fiscali’) e l’ipoteca sugli immobili o altri beni. Se l’immobile costituisce prima casa è aggredibile sono per importi superiori ai 20 mila euro. Se ne ricorrono i requisiti (ad esempio in caso di pericolo di fuga) esiste anche la possibilità di misure precauzionali, ad esempio il pignoramento.

Germania: partiamo proprio dal termine di paragone più gettonato dalla classe politica, la Germania. Qui, oltre all’esecuzione forzata sui beni mobili e sul patrimonio immobiliare, è previsto anche il carcere, su ordine del giudice e dietro richiesta dell’autorità finanziaria addetta alla liquidazione dell’imposta (in caso di patrimoni a rischio). La detenzione sostitutiva al pagamento va da un minimo di un giorno ad un massimo di due settimane.

In Spagna, la confisca dei beni parte dai conto correnti e dai contanti. Si passa poi al salario o alla pensione. I beni sequestrati vengono venduti tramite asta, gara oppure affidamento diretto. Anche l’Amministrazione fiscale, nel caso di beni di suo interesse, può partecipare all’aggiudicazione.

In Francia l’avviso di accertamento ha già forza di titolo esecutivo. L’Amministrazione finanziaria può procedere immediatamente al sequestro e in seguito alla vendita dei beni. Molto comune è la procedura di avviso al terzo detentore, obbligato a pagare per coprire il debito.

Anche nel Regno Unito l’accertamento fiscale è molto duro. Il nominativo del contribuente moroso viene iscritto in un elenco apposito. Dopo il sequestro il debitore ha 5 giorni per saldare ed evitare così la vendita all’incanto dei beni. Anche in Inghilterra per i tributi locali è prevista anche la reclusione: il massimale della pena è di 6 mesi.

E qui torniamo al punto di partenza. In un discorso complesso come quello tributario è giusto mettere a confronto solo un elemento e non tutti quelli che ne rappresentano la causa o la conseguenza? Siamo sicuri che se in Italia avessimo più servizi e meno impunità dei potenti anche noi italiani non saremmo statisticamente più responsabili dal punto di vista civile e più disposti a pagare le tasse?

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: News Fisco

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.