Emissione fattura: requisiti e differenze con altre note di pagamento

Fattura: emissione, requisiti e differenze con la pro forma e il preavviso di parcella

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Fattura: emissione, requisiti e differenze con la pro forma e il preavviso di parcella

I requisiti richiesti al momento dell’emissione della fattura servono anche a distinguere questo documento da altre note di pagamento. In mancanza dei suddetti elementi infatti la fattura può essere considerata nulla negli effetti. In particolare le fatture vanno concettualmente tenute distinte dal preavviso di parcella o il pro forma.  

Quando va emessa la fattura?

Partiamo con chiarire un punto che ingenera ancora confusione. La fattura va emessa al momento della consegna del bene o dell’esecuzione del servizio, essendo possibile anche l’emissione di fattura anticipata con conseguente anticipo anche degli effetti fiscali e tributari come il versamento dell’iva corrispondente.

Preavviso di parcella e pro forma: differenze con la fattura e vantaggi

La fattura proforma è assimilabile sotto diversi aspetti alla fattura ma, a differenza di questa, cosa di non poco conto, non ha valore fiscale. E’ un documento con cui viene richiesto al cliente il pagamento prima dell’emissione della fattura vera e propria. Il fatto che si tratti di una proforma va espressamente specificato nel documento e la numerazione deve essere indipendente a quella consecutiva delle fatture fiscali. La fattura proforma presenta alcuni vantaggi non indifferenti:

  • la possibilità di rifare il documento in caso di errori, omissioni o variazioni sugli importi;
  • la possibilità di rinviare il versamento delle tasse in seguito al pagamento dal cliente e non sulla base della data di emissione della fattura. Una volta incassato il pagamento per una fattura proforma, si dovrà provvedere subito all’emissione della fattura fiscale.

Fattura proforma: validità e rischi

L’emissione di fatture pro forma è, sulla base di questi vantaggi, una consuetudine abbastanza consolidata tra i professionisti. Non bisogna però d’altro canto sottovalutarne i rischi connessi ai fini IVA e di accertamento delle imposte dirette, alimentati anche da alcune lacune legislative.

  • Il riferimento ai fini IVA è all’articolo 21 del D.P.R. 633/1972 dalla cui interpretazione si evince che, qualora i requisiti di fatturazione siano tutti presenti, l’avviso di parcella emesso dal professionista possa essere considerato a tutti gli effetti come una fattura. Onde evitare spiacevoli e non previste conseguenze, è consigliabile limitarsi ad indicare in maniera chiara che il valore della prestazione viene specificato per conoscenza del cliente che sarà assoggettato ad IVA solo in seguito all’emissione della fattura;
  • Il secondo profilo d’interesse concerne il presunto incremento nella rideterminazione del reddito del professionista in seguito all’emissione della notula nel caso in cui a questa non faccia seguito la fattura vera e propria. In passato la giurisprudenza ha ritenuto legittima la pretesa dell’Amministrazione finanziaria non considerando la mancata emissione della fattura sufficiente a superare la “presunzione d’incasso” dovuta alla notula.</li

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Argomenti: Compilazione fattura