Elezioni politiche 4 marzo, al lavoratore spetta il permesso retribuito?

Elezioni politiche 4 marzo 2018, i lavoratori impegnati nei seggi hanno diritto ai permessi retribuiti, anche per quelli che stanno fuori sede viene riconosciuto il permesso retribuito?

di , pubblicato il
Elezioni Politiche 4 marzo 2018

Il 4 marzo si svolgono le elezioni politiche per l’avvio della nuova legislatura, un appuntamento importante. Abbiamo molte volte esposto l’importanza del diritto di voto.

Tutti hanno il diritto al voto, per sapere come votare anche se si è fuori sede o si è disabile o si assiste un disabile, per maggiori informazioni consigliamo di leggere: Elezioni politiche 4 marzo 2018: diritto al voto con legge 104

Elezioni politiche 4 marzo 2018: italiani residenti all’estero, anche gli studenti

Vediamo cosa stabilisce la legge per i permessi straordinari retributi per esercitare il diritto di voto.

Permessi retribuiti ai dipendenti pubblici per esercitare il diritto di voto

La materia è disciplinata dalla circolare della ragioneria generale dello Stato Igop n. 23 del 10.3.1992. La concessione del permesso retribuito per recarsi a votare in un comune diverso da quello della sede di servizio, ai sensi dell’ art. 118 del DPR 30.3.1957, n. 361, è previsto solo nell’ipotesi in cui il lavoratore risulti trasferito di sede nell’approssimarsi delle elezioni il quale, anche se abbia provveduto nel prescritto termine di 20 giorni a chiedere il trasferimento di residenza, non abbia ottenuto in tempo l’iscrizione nelle liste elettorali della nuova sede di servizio.

Qualora ricorra la predetta circostanza al lavoratore va riconosciuto il permesso retribuito per l’esercizio del diritto di voto entro i limiti di tempo stabiliti dal Ministero del Tesoro con Decreto 5.3.1992 sotto indicati, comprensivi del tempo occorrente per il viaggio di andata e ritorno:

  • un giorno per le distanze da 350 a 700 chilometri;
  • due giorni per le distanze oltre i 700 chilometri o per spostamenti da e per le isole.

Spese di viaggio sostenute a fronte della presentazione della tessera elettorale

Per usufruire delle agevolazioni occorre presentare la tessera elettorale: in mancanza della tessera elettorale il viaggiatore potrà firmare un’autocertificazione.

In ogni caso nel viaggio di ritorno l’elettore dovrà presentare la tessera elettorale con il timbro della sezione presso cui ha votato.

Si ricorda che il diritto di voto è, a norma dell’art. 48 della Costituzione, dovere civico ed è tutelato e garantito dalle disposizioni generali dell’ordinamento in materia di esercizio dei diritti politici, per cui sarebbero illegittimi eventuali comportamenti miranti ad ostacolarlo.

Agevolazioni sulle spese di viaggio

Per gli elettori residenti in Italia:

  • Treno: riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria (andata e ritorno) sia per la 1^ che per la 2^ classe;
  • Nave: riduzione del 60% sulla tariffa ordinaria (andata e ritorno).

Informazioni più dettagliate possono essere ottenute rivolgendosi agli Uffici delle FF.SS. Trenitalia S.p.A. e presso le compagnie marittime.

Diritti dei lavoratori impegnati come: presidente, scrutatore nel seggio elettorale

Al lavoratore, con contratto a tempo indeterminato e determinato (anche temporaneo) sia nel pubblico che nel privato, chiamato a svolgere funzioni presso i seggi elettorali per le elezioni del Parlamento (nazionale ed europeo), per le elezioni comunali, provinciali e regionali ed in occasione delle consultazioni referendarie, ai sensi dell’art. 119 del T.U. n. 361/57, modificato dalla Legge n. 53/90, e dell’art. 1 della Legge 29.1.1992, n. 69, è riconosciuto il diritto di assentarsi per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio.

L’assenza è considerata attività lavorativa a tutti gli effetti.

Fonte:  FLC CGIL di Ravenna

Argomenti: , ,